Backdoor Collection

Buongiorno!
Oggi vi presento Sofia Fradegrada, e la sua “collezione”.

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✔️ Le domando quando è nata questa sua passione.
Racconta che si da bambina è sempre stata appassionata di insetti e bestie strane, così tanto che a due chiese in regalo un libro sui ragni, che ancora custodisce gelosamente.
“Stavo sempre con le mani per terra a raccattare foglie rami, piume e simili ed ancora adesso  non ho perso quest’abitudine, mi fai felice se mi regali un ramo con su del lichene”.
Negli anni ha iniziato a collezionare svariate cose, comprate o trovate in giro, tra cornici entomologiche, insetti e ultimamente anche teschi animali, che ha recuperato in vecchie collezioni, nei boschi, o che son state vittime della strada.

Racconta che la sua voglia di creare cornici entomologiche è nata un po’ per caso: voleva una campana di vetro con dentro le farfalle, ma costavano troppo quindi “seguendo il mio motto ‘se posso, me lo faccio da sola’”, ha comprato tutto il necessario per crearsi la composizione, ma non si rese conto che le farfalle acquistate non erano nella classica posa ad ali aperte, così “dopo un breve momento di panico, mi sono messa a fare ricerche su come fare e da lì non sono più tornata indietro…tutto il processo di preparazione lo trovo molto rilassante e richiede molta concentrazione essendo ali e antenne molto delicate”.
Cerca di recuperare esemplari nel modo più etico possibile, recuperando cornici in negozi dell’usato o su internet, allevando lei stessa le farfalle, e lasciando che terminino la loro vita naturalmente, se no se le acquista, lo fa o da chi le alleva come lei, o da santuari e centri, che fondano la ricerca e la conservazione di queste creature.

✔️ Le chiedo così da raccontarmi un po’ come “crea”.
Racconta che recentemente ha iniziato ad aggiustare farfalle ispirandosi all’arte giapppnese del kintsugi; nato tutto per caso: “a causa del mio gatto che saltando sul tavolo mi ha rotto alcune farfalle, e siccome preferisco non buttare via qualcosa se la posso aggiustare ho fatto questo esperimento”.
Così inizia a creare con la vera foglia oro, ereditata da sua nonna, e così “mi sono ritrovata in mano una creazione a mio dire bellissima, che non ho visto fare a molti nella comunità online e che ho finalmente sentito come mia”.Ogni farfalla non sarà mai uguale ad un’altra anche se della stessa specie, perché nel ripararle con l’oro segue sempre i naturali danni sulle ali, senza aggiungere nient’altro. Dando così ancor più valore alla bellezza della farfalla.

✔️ Mi racconta che ha sempre visto la preservazione come un modo per apprezzare e valorizzare queste creature anche dopo la morte, soprattutto quando le recupera da vecchie cornici o collezioni che nessuno vuole più, perché magari rotte, o sbiadite perché esposte troppo al sole, così le restaura e gli da nuova vita.
Cerca sempre di migliorarsi, anche se è consapevole che molte persone, nonostante i suoi sforzi, non apprezzeranno quello che fa, “ma è normale perché comunque è un insieme di cose per cui bisogna avere si passione, ma anche mentalità aperta ad imparare, ad accettare di aver sbagliato per far sempre meglio ed è normale che ci siano gusti diversi”.
Per lei l’importante è approcciarsi alle cose che non si conoscono, e alle passioni degli altri con rispetto.Ahimè racconta che che ci son state anche persone che l’hanno insultata, per quello che crea, come se stesse sterminando tutti gli insetti del mondo.
Io vi super consiglio di andare a curiosare quel che crea, è davvero “magico”.

➡️ Ecco i suoi riferimenti:
Instagram @backdoor_collection
Facebook Backdoor Collections

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Il profumo di Margherita di Francesca Canosa

{Donne e L i b r i}
Recensione di Alessia Finco

Del libro “Il profumo di margherita” di Francesca Canosa.

ilprofumodimargherita
ilprofumodimargherita

Salve cari lettori,
Sin dal primo istante, stringendo il volume tra le dita, ho percepito un profondo senso di delicatezza misto bontà.
Una copertina bianca come la neve dove una ragazza dai lunghi capelli biondi nasconde timida il proprio viso al lettore.
Margherita Mazzelli è proprio così, la classica ragazza della porta accanto, bella anzi bellissima nella sua semplicità.

La sua storia potrebbe essere quella di tante donne, infatti dopo la perdita del padre (che la segna in profondità) decide di mettere da parte se stessa e i suoi bisogni per restare accanto alla madre.
Una tesi di laurea che non la entusiasma chiusa in un cassetto, la paura che le impedisce di guardare con serenità al futuro, e il un fastidiosissimo eritema pudico che le complica la vita.

Un bel giorno, quando ormai la sua esistenza pare viaggiare su di un binario morto, decide di accompagnare la sorella Greta a Milano.
Lì s’imbatte in Gioele, uno dei due coinquilini con il quale Greta dovrà condividere un appartamento di periferia durante il periodo degli studi.
Inaspettatamente Margherita si ritroverà a far l’amore con lui chiusa nella stanzetta degli ospiti, mentre Mirka la presunta fidanzata (di lui) dorme tranquilla nella camera accanto.
La mattina seguente, trovando la coppia in cucina serenamente intenta a fare colazione, non capisce se ciò che le accaduto la notte precedente sia stato il frutto di una allucinazione.
Sconvolta e senza tradire il minimo turbamento ritorna a casa sperando con il tempo di dimenticare il bel Gioele.

Mai le era mai capitato prima d’ora di lasciarsi andare con un perfetto sconosciuto.

E poi cosa accade?

Mi dispiace, per saperlo dovete assolutamente leggere il libro.
Piccolo scoop: Greta finirà per fidanzarsi con Gioele, mentre nella vita di Margherita arriverà Giulio, un sedicente medico molto sicuro di sé.
Ma torniamo al nocciolo della questione, voi cari lettori siete mai stati vittime del cosiddetto “colpo di fulmine”? Vi siete mai lasciati andare sessualmente con una persona sconosciuta?
Lo so, non sono affari miei, è che il tema mi pare interessante.

In tutta questa vicenda, dovete sapere che Gioele a volte mi ha fatto venire il nervoso, caro mio, avrei voluto dirgli tira fuori gli attributi!
E se ci troviamo a parlare in un libro, è davvero la fine, significa che inconsapevolmente ne siamo diventati parte.
I miei complimenti a Francesca Canosa alla quale dico: spesso sono proprio dei personaggi normali a rendere una storia speciale!

HICO.Lab

Buongiorno,
Oggi vi presento Hilarj Colombo, e il suo brand Hico.Lab.

hicolab

✔️ Le domando quando ha iniziato a “lavorare” con la macchina da cucire, quando è nata la sua passione.
Racconta che è iniziato tutto nel 2017, quando iniziò a pensare di fare un corso per imparare a creare tutto suo, da zero, anche se non sapeva cucire in generale, sia con che senza la macchina da cucire.

✔️Le chiedo da dove nasce l’idea delle sue creazioni.
Mi racconta che la solita routine, e le classiche 40 ore dietro una scrivania, hanno fatto nascere in lei la voglia di poter creare qualcosa di nuovo sia per lei, che da poter trasmettere agli altri.

✔️ E quali materiali utilizza per i suoi prodotti.
Racconta che tutti i prodotti HICO sono realizzati in pelle sintetica; prodotti dalle linee semplici e pulite, stando sempre attenta agli accostamenti di colori e texture.

➡️ Quindi non mi resta che lasciarvi i suoi riferimenti, cosa che possiate andare a curiosare tra le sue creazioni:
Ig @hico.lab
Fb HICO.Lab

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