Emancipate Your Head

Qualche settimana fa, finalmente ho ritrovato Fra di Waxewul che per la prima volta è arrivata a “casa mia”, a Legnano, per uno sei suoi meravigliosi workshop sui Turbanti: Emancipate Your Head”.

L’evento era organizzato in collaborazione con l’associazione @ presso @, ed è stato aperto dalla Dott.ssa oncologa Francesca Zannier, per poi seguire il workshop di Fra, e un aperitivo tutti insieme.

Waxewul

Un momento meraviglioso ricco di colori, sorrisi, chiacchiere, condivisione, di ascolto, e direi risate.

Io son tornata a casa con il mio nuovo anello Amul, un progetto che Fra sta portando avanti dallo scorso anno, e se siete curiose lo trovate nelle foto: ogni anello viene realizzato artigianalmente in Senegal.

Waxewul

Come è anche stupendo, che ogni turbante ha la “sua storia”, ogni geometria che trovate sul turbante ha un significato, e durante questi workshop non è un caso quello che arriva a voi, vi racconta qualcosa, o vi vuol far scoprire qualcosa.

Da anni parlavo con Fra, di organizzare un workshop da queste parti, e direi che lo abbiamo sbloccato, quindi pronta a poter organizzare un altro workshop da queste parti!!!

E come sempre un grazie a Fra che è una persona dalle mille favolose idee, e che come dico sempre, la mia super sostenitrice di tutte le idee che voglio realizzare, e che pian pianino stan prendondo forma, e chissà cosa si organizzerà insieme!

Waxewul

Un’anima meravigliosa, amante della bellezza e dei colori.

Ma anche un grazie a tutte le donne che hanno partecipato (e questa volta erano presenti anche due uomini!).

Quindi vi consiglio di andare a curiosare e seguire il suo profilo (IG Waxewul), per scoprire quel che di bello organizza, dei turbanti, e del progetto”Amul”.

Duds

Buongiorno!
Oggi vi presento Nicole, e il suo stupendo negozio Duds.

Ci siamo conosciute per caso lo scorso anno, mentre ero in giro per Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea: ero entrata nel suo negozio, e per l’occasione avevo preso una collanina.
E da lì ogni volta che capito per Reggio faccio sempre un saltino a salutarla, quindi mi fa super piacere intervistarla e presentarvela.

duds


✔️ Inizio chiedendole il significato del nome: Duds.
Racconta che è nato ai tempi dell’università quasi per gioco: stava preparando un esame, e nel sfogliare un dizionario di moda italiano-inglese, un nome che fosse musicale, core e facile da ricordare.
E così si è imbattuta nel termine “Duds”, che nel gergo informale inglese significa “abiti, vestiti”

“Mi è piaciuto subito il suono, ma con il tempo quel nome ha preso una forma molto più profonda: è diventato la promessa di un ambiente accogliente e rilassato; volevo che Duds fosse un luogo dove fare acquisti in totale tranquillità, lontano dalle formalità e dalle rigidità delle boutique tradizionali”..

duds


✔️ Le domando quando è nata l’idea di aprire un negozio.
L’idea di creare qualcosa l’ha sempre avuta, ma la scintilla definitiva è scoccata quando ha deciso di unire i pezzi del suo percorso: “Da un lato c’era l’esperienza pratica, maturata lavorando per anni nel mondo del retail, dall’altro il mio percorso di studi e una grande passione per la moda”.
E racconta che Duds è nato come il punto di incontro naturale tra le sue competenze, la sua formazione e il sogno di dare vita a uno spazio che la rispecchiasse al 100%.

duds


✔️ Ma la scelta dello stile Vintage? E quando è nata la sua passione per questo stile?
La sua passione per il vintage affonda le radici nel suo amore per la storia del costume, è sempre stata affascinata da tutto ciò che si nasconde dietro un capo di abbigliamento, “dalla sua narrazione e dalla sua anima”.

“Per me, i negozi di vintage sono sempre stati scrigni di pezzi unici, capaci di farti viaggiare nel tempo e di farti sentire fuori dalle mode di massa”.

Ha iniziato il suo percorso partendo da qui, ma di recente ha sentito il bisogno di far evolvere questo spazio: e così ha scelto di affiancare alla selezione vintage anche collezioni nuovi di brand indipendenti, che condividono con lei una filosofia di produzione etica e sostenibile.
La sua idea è quella di far dialogare questi due mondi, dando la possibilità di creare outfit contemporanei, ma con un’inconfondibile impronta retrò.
“La parte che più amo di questo lavoro è la ricerca: non voglio darmi limiti o etichette, ma desidero che Duds sia uno spazio in continua evoluzione, dove esprimere uno stile autentico, unico e personale”.

duds


✔️ Ed ora le chiedo di raccontarci un po’ cosa possiamo trovare in negozio.

“Da Duds si entra per cercare qualcosa di unico”.

Si parte con una proposta di abbigliamento contemporaneo, firmata da brand indipendenti italiani, francesi e spagnoli, caratterizzata da una forte gusto retrò, e anche ad una grande attenzione alla produzione etica.
Una selezione vintage e secondhand: capi unici, che ricerca e seleziona direttamente lei con estrema cura, passione ed occhio per i dettagli.
Ma potrete trovare anche una ricca proposta di accessori e gioielli, sempre di nuova produzione, “per completare ogni outfit e valorizzare lo stile personale di ognuno”.

duds


➡️ Ecco tutti i suoi riferimenti:
Il Negozio C.so Giuseppe Garibaldi 24/A – Reggio Emilia
Ig @duds_shop
Fb Duds

Tuscholé – Educazione Outdoor

Buongiorno!
Oggi vi presento Elisabetta Fenocchio, e la sua associazione “Tuscholé – Educazione Outdoor”.

tuschole


✔️ Parto chiedendole quando è nata l’idea di creare questo “luogo d’incontro”.
Racconta che l’idea è nata con la sua prima figlia, che ho ha diciassette anni, ma allora aveva appena iniziato la scuola d’infanzia: come famiglia sentivano forte il bisogno di un luogo che mettesse al centro l’infanzia, che la riconoscesse come una fase con bisogni, tempi e caratteristiche proprie, e non come una semplice “preparazione” a ciò che verrà dopo.

“Le neuroscienze (penso agli studi sullo sviluppo, sulla regolazione emotiva e sull’apprendimento situato)  ci confermavano ciò che intuivamo: i bambini e le bambine crescono meglio in contesti che rispettano i loro ritmi, che valorizzano il movimento, la relazione, la curiosità spontanea e il contatto quotidiano con la natura”.

E da qui è nata la domanda che poi li ha guidati nel realizzare questo progetto meraviglioso: “che tipo di luogo vorremmo per nostra figlia, per tutti i bambini e le bambine?”.
La risposta arrivata da questa domanda, è stata la realizzazione di un progetto educativo, successivamente una comunità educante, fino ad arrivare a quello che è oggi: uno spazio d’incontro che accoglie famiglie, insegnanti e bambini, in un percorso ben strutturato.

tuschole


✔️ Le domando cosa si può fare tra laboratori e didattica.

“Il nostro spazio è pensato come un ecosistema educativo: vivo, flessibile, in ascolto”.

Da una parte accompagnano le famiglie, che scelgono un percorso di istruzione parentale, e che desiderano un sostegno, sia sul piano didattico che su quello pedagogico: si lavora insieme, per costruire un percorso che rispetti la normativa, ma in particolar modo il modo in cui il bambino, la bambina, apprende e si esprime.

Accanto alla parte didattica, ci sono diversi laboratori che “rispecchiano la nostra idea di educazione attiva e laboratoriale”:
– Scacchi come palestra di concentrazione e pensiero strategico;
– Calcio senza stereotipi, dove il gioco diventa relazione e non performance;
– Laboratori di musica come linguaggio espressivo e corporeo;
– Laboratori di Parkour, che uniscono movimento, percezione del corpo, gestione del rischio e fiducia in sé;
– Acquerello e fumetto come spazi di calma e immaginazione;
– Mindfulness e consapevolezza cardiaca, per coltivare presenza, ascolto e autoregolazione;
– Percorsi educativi sul consenso, per imparare fin da piccoli il rispetto dei confini, la comunicazione chiara e la reciprocità;
– Educazione all’immagine attraverso il cinema, per sviluppare uno sguardo critico, creativo e consapevole sulle narrazioni visive;
– Laboratori manuali, perché la manualità è pensiero incarnato: costruire, modellare, intrecciare, riparare sono forme di conoscenza.

tuschole


Poi ci sono i percorsi dedicati alle famiglie e al sociale:
– Sostegno alla genitorialità sull’educazione rispettosa, sulla comunicazione non violenta e sulla crescita relazionale e in linea con le neuroscienze;
– CineMamme, uno spazio culturale e di cura per neo-genitori, che contrasta l’isolamento dei primi mesi e offre un ambiente accogliente e non giudicante;
– Cine-Filo, un percorso che lavora esplicitamente sul contrasto agli stereotipi di genere, mostrando come l’uncinetto possavalorizzare la creatività e restituire dignità ai gesti manuali, troppo spesso relegati ai margini, soprattutto di un sapere esclusivamente femminile;
e tanto, tanto altro…

Inoltre ci sono anche percorsi di osservazione in natura, anche per le scuole, “che sono un po’ la nostra firma educativa e momenti di formazione per docenti sui temi dell’outdoor education”, della didattica attiva, e dei processi di apprendimento esperienziale.

“È un luogo dove si impara facendo, osservando, esplorando e, soprattutto, stando in relazione”.

tuschole


✔️ Le chiedo se organizzano anche dei camp.
Organizzato anche dei camp estivi rivolti ai bambini che frequentano la scuola, e desiderano vivere un’esperienza estiva diversa, più lenta e autentica.

“I nostri camp nascono dall’idea che l’estate non debba essere riempita, ma abitata: con la natura come compagna quotidiana, con il gruppo come comunità educante, con attività che non impongono un ritmo ma lo ascoltano. Sono percorsi in cui la relazione è la base di tutto: relazione con gli altri/e, con l’ambiente, con il proprio corpo e con il proprio tempo. Un’estate che non “intrattiene”, ma educa nella meraviglia”.

tuschole


➡️ Non mi resta che lasciarvi i riferimenti, oltre che dirvi questo magico luogo si trova a Grottaferrata (RM):
Ig @tuschole_aps
Canale Whatsapp Tuscholé Aps

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