La memoria dello scorpione di F. Innocenti e P. Nardini

{Donne e L i b r i}
Recensione di Alessia Finco
Del libro “La memoria dello scorpione” di Federica Innocenti e Pamela Nardini

lamemoriadelloscorpione
lamemoriadelloscorpione

Cari lettori,
In questo mese di Febbraio voglio proporvi la lettura di un romanzo dal sapore prettamente anni ’80, s’intitola «La memoria dello scorpione» edito dalla casa editrice Bookabook e scritto a due mani dalle autrici Federica Innocenti e Pamela Nardini.
Roberta (il mio boss) me l’ha proposto con grande entusiasmo vista la tematica a suo dire da testi di laurea, ossia: la migliore amica!

Sì, quell’amica speciale con la quale (soprattutto in età adolescenziale) tutte noi almeno una volta nella vita abbiamo instaurato un rapporto simbiotico che ci ha portato a considerare una perfetta estranea come una sorella!
La storia di Veronica e Silvia (le protagoniste) profuma di buono, è un racconto che ci spinge a rispolverare un periodo storico fatto di leggerezza e genuinità soprattutto nei rapporti umani.
Un diario incrociato di esperienze familiari, scolastiche e amorose unite tra di loro grazie a un potentissimo «filo rosso».

Il libro si conclude nel 1989 e una domanda mi è sorta spontanea: oggi, alla soglia dei loro cinquant’anni, Veronica e Silvia avranno mantenuto intatta la loro amicizia?
Una delle autrici in privato mi ha chiesto se nel libro io vi abbia trovato qualche traccia di me, cosa dire, alcuni passi sembravano scritti proprio dalle mie mani!
Il lavoro che pesa come un macigno, il riferimento al romanzo Piccole Donne che è il mio libro del cuore, il primo fidanzatino dal nome Marco, la città di Parigi che ho visitato ben quattro volte. Il desiderio di conoscere la Russia, e per concludere persino l’esperienza “grattifica” della varicella!!!

Ma più di tutto vi ho ritrovato il mio immenso e sconfinato amore nei confronti dei libri!
– Ogni libro è una scoperta e come la risacca del mare, una volta letto, ritorna sempre indietro- (cit)

Una frase semplicemente fantastica!

Consiglio la lettura ai nostalgici, e a tutti coloro che desiderano rivivere il mito della propria gioventù, un libro da regalare alle vostre figlie che magari resterebbero sconvolte nel sapevi travestite da Madonna a carnevale.
Un’ altra cosa che potrebbe stupire è il fatto di come in quegli anni (oddio come mi sento vetusta) andasse di moda tra le teenager scrivere il diario, un quaderno dotato di un piccolo lucchetto al quale si affidavano tutte le più intime emozioni!

Concludo dicendo che a me piacerebbe tantissimo se Silvia e Veronica decidessero di tornare con un nuovo diario.

Bagliori di guerra

Buonasera!
Oggi vi presento la Scena Corsara, e il loro nuovo spettacolo “Bagliori di Guerra”.
Scritto e diretto da Bianca Maria Castelli, che andrà in scena questo marzo a Roma.
Le due artiste, Bianca e Paola Scotto di Tella, esuberanti artiste di varietà, accompagnano il pubblico in un reportage bellico al femminile: la pulizia etnica, la veglia dei morti, lo stupro e altre pagine dolorose della nostra storia umana.

baglioridiguerra

Attraverso loro andremo a conoscere i vari aspetti della sofferenza, anche l’istinto di sopravvivenza, e la capacità di trasformare il dolore in un profondo amore per la vita. Trasformazione vitale per l’animo umano, perché può generare solidarietà, condivisione e soprattutto un barlume di speranza.
Alterna situazioni estremamente drammatiche e dolorose, alla leggerezza della rivista anni ’40, probabilmente anche per sollevare gli animi negli anni piùduri del secondo conflitto mondiale.

Quando la nostra mente è al buio siamo costretti ad attraversare il dolore, il sangue, le lacrime, la perdita, la disperazione: è guerra su tutti i fronti.
Proprio in quel momento, però, possiamo capire, imparare, cambiare… sta a noi lo schieramento con la morte o con la vita.

É un viaggio dolce amaro tra le pagine della storia, raccontato dalle voci e dalle testimonianze di Geppina e Mimì.
Lo spettacolo è interpretato da Bianca Maria Castelli e Paola Scotto di Tella, con la partecipazione di Claudio Bevilacqua, Roberto Capacci, ed Enrico Mossena.
Quadri di scena di Paola Alviano Glaviano Ufficio stampa Sarah Mataloni.

🔸 Ed ecco dove sarà in scena, e tutte le info su date ed orari:
•Sala Lysistrata (Teatro Antigone)
Via Amerigo Vespucci 42
dal 10 al 13 marzo (10-11-12 ore 21, dom. 13 ore 17:00) info e prenotazione: 3895299672

•Centro Culturale Artemia
All’interno della Rassegna “Il Sipario delle Donne”
Via Amilcare Cucchini 38
Dal 18 al 20 marzo (18-19 ore 21, dom. 20 ore 18) info e prenotazione: 3341598407

baglioridiguerra
baglioridiguerra

Agriyogi

Buonasera!

Oggi vi presento Marianna Mazzoccoli, e Agriyogi.
Ci siamo conosciute l’anno scorso a novembre, quando son stata a Roma, e credo che non avrei potuto aver più fortuna, Marianna è davvero una persona meravigliosa.
Ma ora chiacchieriamo un po’ con lei.

agriyogi
agriyogi

✔️ Prima domanda che le faccio, è quando è nata la sua passione per il mondo dello yoga, pilates e mindfulness?
Racconta che da quando era bambina ha sempre avuto la passione per lo sport, dalla danza, all’equitazione, alla pallavolo, finché nel 2000 iniziò l’università e si trasferì dalla sua amata Puglia a Roma, dove iniziò a frequentare diverse palestre, passando dalla sala pesi alla prepugilistica.
Più tardi diventò mamma, quindi ricominciò con attività più morbide, e così conobbe il pilates, praticandolo poi per diversi anni, poi 5 anni fa ha iniziato a frequentare lezioni di yoga, “ed è stato come aver trovato il pezzo mancante del puzzle, mi sono sentita a casa, ho trovato un equilibrio magico tra dinamicità e staticità, tra allineamento e morbidezza”, così inizia a studiarle, appassionandosi sempre più, e ancora oggi le studia e le pratica tutti i giorni, “mi piace l’idea di avere sempre tanto da imparare e altrettanto da condividere con gli altri”.

✔️ Le chiedo cosa “trova” in queste discipline.
Il pilates e lo yoga le hanno permesso di conoscersi, nonostante i pregiudizi o le false convinzioni che nutriva di se stessa, “ogni giorno sul tappetino si crea una nuovo racconto tra me e le mie personalità, tra me e il mondo esterno, la cosa buffa è che accade tutto lì su di un solo tappetino, sia quando sono da sola che con le altre persone, ovunque io sia”.
I movimenti, il respiro, il battito del cuore, la forza, la volontà, l’equilibrio, le paure, le cadute, i silenzi, e le urla, le lacrime, e i sorrisi, “prendono vita durante la pratica, di fatto la pratica per me è un pezzo di vita”.
Racconta che sente di aver ricevuto un dono, potendo conoscere e amare queste discipline, e lo studio della mindfulness le ha dato possibilità di avere un’ulteriore prospettiva: più scientifica.

✔️ Quando ci siamo conosciute a Roma, l’anno scorso, mi ha raccontato che era possibile far lezione con lei sia in presenza che on line, quindi le chiedo di raccontarci un po’.
Mi racconta che da quando ha iniziato ad insegnare, ha conosciuto tantissime persone, con loro le piace confrontarsi, “infatti capita spesso che le mie allieve mi raccontino le sensazioni che stanno vivendo, le emozioni che sentono durante e dopo la pratica, vedo spesso un espressione negli occhi di scoperta”.
Ed è questo che la rende felice, il poter creare insieme a loro uno spazio sicuro dove leggere, scrivere, ascoltarsi, muoversi, e se si vuole anche andare in fondo, scavare, scoprire, e quando si deve, fermarsi un po’.

“Non dico che sia sempre facile e leggero, anzi a volte il corpo non sta bene, subentrano le paure e le preoccupazioni, altre volte vincono le distrazioni, insomma ogni giorno ed ogni lezione è diversa per ognuno, eppure al termine c’è sempre qualcosa che abbiamo imparato e ci portiamo nel cuore”.

Oggi insegna a Roma, in una sala accogliente e nelle giornate più calde, nel suo bel giardino.
Condivide diversi contenuti sul so profilo Instagram e sul suo sito, di cui poi vi riporto le info, e da poco ha deciso di insegnare anche on line, per poter così raggiungere chi non può andar da lei, o chi si trova lontano da Roma: offre una prima consulenza gratuita che permette a lei e all’allieva, di conoscersi, e capire quale percorso intraprendere.
“Ci tengo a dire che questo mio progetto è un percorso di vita, non si tratta solo del corso di pilates o yoga, le mie pratiche vogliono essere un ponte tra me e l’allievo, un dare e avere che ci farà crescere e scoprire attraverso giochi, esercizi, meditazioni, asana, utilizzeremo tutte le tecniche che ho appreso e quelle che apprenderò”. 

📍 Questa una piccola a dedica al blog, che riporto volentieri visto che è tra le belle cose che Marianna mi ha raccontato: “Ti ringrazio Roberta di avermi dato l’opportunità di raccontarmi un po’ e di farmi conoscere, mi piace molto il tuo progetto con il quale anche tu unisci le persone, anche le più diverse e lontane, parli di donne e di varie forme di arte, è bellissimo questo tuo contenitore di conoscenza e condivisione”.

➡️ Ed ecco i suoi riferimenti:
Instagram @agriyogi.italia
Web agriyogi.it
Email agriyogi.italia@gmail.com

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora