Giulia Cipriani

Buongiorno,
Oggi vi presento Giulia Cipriani, insegnante yoga che ho avuto la possibilità di conoscere con un’altra meravigliosa amica, Ilaria Elgi.

giuliacipriani

✔️ Inizio chiedendole quando è nata la tua passione per lo yoga.
Racconta che ha sempre avuto una fascinazione per l’India e la sua cultura.
Anni fa un amico le raccontò che praticava yoga e dei benefici che ne traeva, e 15/20 anni fa non era così comune trovare qualcuno che lo praticasse e anche scuole dove farlo.
E così provo a cercare qualche scuola nella periferia di Roma, finché trovò un corso all’Upter (l’Università della Terza Età), tenuto da una bravissima insegnante, che all’epoca aveva già 72 anni: “Era il 2011 e lo stesso anno feci un viaggio in India, il più difficile e più bello della mia E da lì ha continuato a praticare, anche se in maniera discontinua e dovendo cambiare spesso scuola ed insegnante a causa dei continui traslochi.

“Era sempre stata una cosa che mi interessava ma lavorando come archeologa e guida turistica non avevo mai trovato il tempo di farlo. Poi con la maternità tante cose sono cambiate”.

Ha deciso di iscriversi alla formazione, perché aveva voglia e bisogno di fare qualcosa che fosse solo per sé, dopo 5 anni di genitorialità full time e prima di tornare al suo lavoro di guida turistica.
La sua idea era quella di studiare la parte teorica dello yoga per approfondire la sua pratica personale, senza pensare davvero a farne un lavoro.

“Era ottobre del 2019. Il corso era bellissimo, i miei insegnanti molto bravi e ho incontrato tante persone interessanti e molto diverse da me. Il corso si svolgeva nei weekend e ognuno era una full immersion di yoga e meditazione”.

Ahimè poi è arrivato il Covid, e le lezioni in presenza sono state sospese: ma per fortuna gli insegnanti organizzarono delle lezioni teoriche on line, e ogni sera si ritrovano su YouTube per praticare tutti insieme.
“E’ stato ciò che ha salvato la mia sanità mentale durante il periodo del lockdown, in una casa senza giardino e con due figli piccoli”.
Poi con l’estate hanno ripreso le lezioni in presenza, e ha così ottenuto il diploma di primo livello.
Se ha iniziato a lavorare è stato grazie alla sua migliore amica Elena, che ha una scuola di danza nella loro città natale, “e scherzando le avevo detto che alla fine del corso avrei tenuto un corso di yoga da lei. Se fosse dipeso da me avrei continuato a studiare per altri 10 anni prima di sentirmi veramente pronta (sono una perfezionista un po’ compulsiva sulla preparazione)”.
E così lei l’ha “costretta” a preparare il corso, dicendole che ne aveva bisogno per la sua nuova scuola.
Inoltre era l’autunno del 2020 e il turismo era ancora fermo, quindi era inutile riprendere per il momento, a fare la guida turistica.
E così è stato fatto il corso, e alcune persone che avevano solo partecipato alla lezione prova, era pronte ad iscriversi.
Finché è stato richiuso tutto nuovamente e così i corsi furono sospesi, ma complice il fatto che nel mentre Elena aveva appena cambiato e sede, e ristrutturato, e che quindi aveva bisogno di rientrare dei costi, ha deciso di fare dei corsi on line, e così ancora una volta grazie a lei, ha iniziato a fare lezioni on line su zoom.

“Ho coinvolto anche tutte le mie amiche che avevano voglia di provare e darmi dei feedback. É stata la mia palestra per imparare a insegnare. Così si è formato il mio primo gruppo di allieve”.

Un’altra occasione le è arrivata in maniera fortuita, attraverso la maestra del nido di suo figlio: lei ed altre persone seguivano da anni i corsi di un maestro yoga, che con la chiusura della scuole per il Covid aveva sospeso i corsi.
E così cercavano qualcuno che potesse far loro lezione.
“La premessa era stata che “il maestro è bravissimo, con decenni di esperienza e le persone che lo seguono sono tutte praticanti esperte”. Io ovviamente ero terrorizzata ma ho accettato di provare”.
Queste persone sono diventate le sue allieva più fedeli e costanti, che ancora oggi praticano con lei.
Così l’anno successivo avendo già un gruppo di persone, ha cercato un posto dove poter fare lezione in presenza, che trovò grazie ai suoi insegnanti del corso di formazione, all’interno della loro scuola.

“L’anno dopo ho dovuto trovare una nuova sede e, di nuovo per caso, proprio poco prima una mia allieva aveva preso uno spazio che affittava. Insomma se oggi sono qui ad insegnare è anche grazie a tante persone che mi hanno aiutato”.

giuliacipriani


✔️ Le domando “cosa” possiamo praticare con lei.
“Io insegno Hatha yoga, che in realtà significa tutto e niente. Tutto lo yoga fisico che si pratica è hatha, lo yoga è un sistema filosofico. Poi ci sono delle sottofamiglie dello hatha come l’ashtanga, il kundalini ecc.”.
Racconta che ciò che fa la differenza è la formazione, il lignaggio dell’insegnante e il suo apporto personale.
Esistono tanti tipi di yoga quanti insegnanti: alcune persone praticano e si formano sempre nella stessa scuola, e a volte questa può essere una cosa positiva, come a volte uno svantaggio.

“Se la scuola è prestigiosa e l’insegnante valido si può avere una formazione di alto livello, ma c’è sempre il rischio di diventare delle brutte copie del maestro. Inoltre c’è spesso molta diffidenza tra insegnanti di generi diversi. Molti insegnanti di hatha non concepiscono l’ashtanga (che è uno stile molto dinamico) ma solo perché, spesso, non lo conoscono e capiscono. Io ho seguito tre formazioni (250+, yin yoga e 500+) con tre scuole e insegnanti diverse e da ognuna ho avuto qualcosa. Inoltre da tre anni studio, e adesso anche collaboro, con la mia bravissima e preziosa insegnante di ashtanga e, sebbene le mie lezioni siano molto differenti, mi ha trasmesso tantissimo”.

Le sue lezioni sono adatte a tutti i livelli, e ci dice che crede che lo yoga debba essere accessibile a tuttæ, e non competitivo.
Le piace sapere che la sua scuola sia uno spazio sicuro dove ogni persona possa sentirsi accolta e non giudicata. 

“Sono fermamente e convintamente femminista (in passato ho anche fatto un tirocinio come operatrice in un centro antiviolenza) e anche questo fa parte delle mie lezioni. Il femminismo mi ha insegnato il rispetto e la cura per le altre persone e come creare uno spazio sicuro”.

Non ci sono pressioni sulla forma fisica, e sulla prestazione “atletica”.
Ognunæ pratica come può e come si sente; il suo obiettivo è che alla fine della lezione, ogni persona si senta meglio di quando ha iniziato.
Ed è per questo che alla fine di ogni lezione, c’è sempre una parte abbastanza lunga e di rilassamento guidato, per dare l’opportunità di staccare del tutto la spina.
Poi è compito dell’insegnante capire cosa cerca chi pratica, a volte ci sono persone che vogliono essere spronate e aiutate a migliorare, altre vogliono essere coccolate, altre vogliono solo lasciarsi andare per due ore.

giuliacipriani


✔️ Quindi le domando oggi dove possiamo far lezione con lei, se solo in presenza o anche on line.
“Si. Sebbene praticare in presenza permetta di lavorare meglio con le persone perchè si possono fare gli aggiustamenti, ci sono tanti motivi per cui una persona può preferire praticare online”: perché magari non si ha una scuola vicino casa, si viaggia molto per lavoro, non ci si sente a proprio agio a stare con tante persone nella stessa stanza, oppure si vuole praticare con unæ determinatæ insegnante che sta lontano.
E per queste e tante altre ragioni ha continuato a mantenere le lezioni on line.
Anche perché durante il Covid tante persone che avevano iniziato a praticare con lei, grazie al passaparola di amici o conoscenti, vivevano lontano per poter praticare in presenza, e così le han chiesto di poter continuare anche dopo.
Ma è anche più pratico per alcune persone, che magari si devono organizzare tra lavoro o famiglia, restare a casa.
Ma è anche più pratico per alcune persone, che magari si devono organizzare tra lavoro o famiglia, restare a casa.
Oltre al fatto che le lezioni sono sempre live, quindi si ha sempre possibilità di interagire con lei.

giuliacipriani


✔️ Andando a curiosare tra i suoi post di Ig, ho notato che spesso ha condiviso le sue letture, quindi le domando se sono fonte di ispirazione per le sue pratiche.

“Decisamente si. Lo studio è sempre stato il mio approccio alla vita!”.

Racconta che ogni volta che ha dovuto fare una cosa nuova, ha cercato un libro che le spiegasse come fare.
Ha studiato fino ai 25 anni, per finire laurea e dottorato in Archeologia, e ha continuato quando quando lavorava come archeologa e come guida turistica.
Anche durante la maternità ha continuato a studiare, comprando libri su ogni aspetto, dal parto all’allattamento, all’educazione.
Quando si è iscritta alla formazione, la spinta iniziale le è stata data dal fatto che voleva rimettersi sui libri, aveva voglia e bisogno di rimettere il moto il suo cervello.

“Il mio sogno è quello prima o poi di riprendere la carriera accademica e specializzarmi in yogic studies”.

Legge tantissimo (romanzi e non) ed è un’accumulatrice seriale di libri.
Raconta che le piace creare lezioni tematiche e prima di iniziare la pratica, anche fare una piccola introduzione sull’argomento del giorno (che scherzosamente aæ miæ allievæ definisco i “gipponi teorici”): gli argomenti sono vari, possono essere una parte anatomica su cui si lavora, un mito della tradizione vedica, un aspetto della filosofia yogica.
In passato ha fatto cicli sul sistema nervoso, sui chakra, sulla respirazione, sulle dee dello yoga e tanto altro.

“Credo che il grosso del valore dello yoga sia nella parte meditativa e teorica, altrimenti è solo ginnastica: non c’è niente di male, ma è un’altra cosa. Credo sia giusto dare un minimo di nozioni su cosa c’è dietro gli asana e perché si praticano. Inoltre speso nel mondo dello yoga si ha un approccio “fideistico” ad alcuni argomenti, frutto spesso del movimento new age e si raccontano troppe cose che non hanno un vero fondamento e finiscono per allontanare chi ha un approccio più razionale, scientifico alla vita”.

Lo yoga ha dei benefici indubbi e scientificamente provati: “è un peccato che le persone si allontanino perchè gli vengono propinati i soliti luoghi comuni sui chakra da sbloccare”.
Racconta che questa è stata anche la sua difficoltà iniziale quando si è avvicinata a questo mondo, non riusciva a spegnere la parte razionale, critica e dubitava su tutto il resto.
E così si è messa a studiare, con l’approccio storico che arriva dalla sua formazione accademica, andando a cercare le fonti, contestualizzando e cercando riscontri scientifici.

“Molte persone sarebbero sorprese di sapere quante delle conoscenze yogiche vecchie di centinaia di anni hanno trovato un riscontro negli studi più recenti. Io credo perché gli yogi del passato hanno dedicato la loro vita all’osservazione della mente e del corpo, arrivando a conoscerne gli aspetti più profondi”.

Raccontato con un linguaggio del loro tempo, che a volte è un linguaggio magico; c’è poi una grande differenza culturale e di approccio alla conoscenza.
“Insomma gli aspetti da comprendere sono tanti e mi piace raccontarli nelle mie lezioni. E poi i miti della tradizione sono bellissimi e spesso molto divertenti. Anche in questo caso il mio passato da guida turistica mi fa cercare l’aspetto curioso e interessante da raccontare a chi mi ascolta”.

giuliacipriani


→ Ma ecco i suoi riferimenti, per andare a curiosare, e per scriverle:
IG @giuliaciprianiyoga
Mail giuliacpr@gmail.com

Tealisa

Buongiorno,
Oggi vi presento Elisa e la sua passione per il tè che si è trasformata in TeaLisa.

tealisa


L’ho scoperta davvero per caso qualche mesetto fa su instagram, e poi abbiamo scoperto di far parte della stessa community on line, le connessioni.

✔️ Le chiedo subito quando è nata la sua passione per il mondo del tè.
Racconta che la sua passione per il tè è nata subito dopo aver completato il Master in Lingue e Culture del Giappone a Londra.
La sua tesi riguardava le ceramiche appartenenti al cerimoniale giapponese del Cha-no-yu, ossia la cerimonia del tè, e le arti applicate ad esso connesse: il suo focus era sulle tazze da tè, includeva anche dipinti, vasi in bambù per ikebana e lacche.

tealisa


E quando rientrò in Italia, su suggerimento di un’amica, sostenuta da questa sua conoscenza per il mondo del tè, si candidò per una posizione nel negozio del tè in centro a Milano.
Fu assunta immediatamente, e poté anche fare vari corsi di Tea Sommelier e la introdusse al vasto e affascinante mondo degli infusi derivati dalla Camelia Sinensis (la pianta del Tè).
Da lì ha poi lavorato per diverse Case del Tè, continuando così la sua formazione e organizzando eventi di degustazione.

tealisa


Tutto questo durò per cinque anni, finché poi un’altra azienda le diede l’opportunità di trasferirsi in Giappone: la mansione non era strettamente legata al tè, ma “mi entusiasmò l’idea di vivere nel Paese per eccellenza di questa bevanda”.
E così nel 2018 si è trasferita a Tokyo dove ha vissuto per 6 anni, dedicando ogni momento libero alla visita delle piantagioni di tè.

tealisa


✔️ Le domando quando ha deciso di condividere questa sua passione.
Proprio in Giappone la sua conoscenza sul tè è sbocciata poi in un vero e proprio hobby.

“Approfittavo di ogni weekend o vacanza per visitare produttori, iscrivermi a corsi e partecipare a degustazioni; Ho cercato di approfondire anche i tè taiwanesi e cinesi, dato che quelli giapponesi erano facilmente accessibili”.

Era l’epoca dei blog e così ne apri uno che si chiamava ”Il Bollitore”, prevalentemente in inglese.
Solo una volta tornata in Italia ha deciso di dedicarsi alla diffusione della cultura del tè per un pubblico soprattutto italiano, riportando così la sua esperienza nel suo Paese.

E da qui nasce Tealisa, “concepita non solo come una piattaforma dedicata al tè, ma come un progetto più ampio che abbraccia temi come l’importanza di dedicarsi tempo di qualità, partendo proprio dalla preparazione di una buona tazza di tè”.
Da qui poi si espande verso altri abbinamenti culinari: tè e cioccolato, o tè e formaggi.
Ora ha sviluppato anche sessioni private, in cui segue piccoli gruppi di partecipanti in modo più individuale.

“L’obiettivo è stimolare la consapevolezza sull’importanza di dedicarsi tempo e di apprezzare il tè di qualità, come punto di partenza per un percorso di crescita personale”.

Tealisa


✔️ Andando a curiosare sul suo profilo, ho trovato anche il suo percorso “Moonfulness”, quindi le chiedo di raccontarci un po’.
Racconta che questo percorso è l’evoluzione di Tealisa, oltre la semplice trattazione del tè in termini di preparazione e abbinamenti.

“L’intento è che Tealisa possa contribuire al benessere delle persone, così come accade per me. La costante riflessione sui contenuti e sul messaggio che desidero trasmettere attraverso Tealisa influenza positivamente la mia routine quotidiana”.

“Al mattino, come prima cosa, preparo un buon tè. Dal modo in cui lo infondo, dalla mia postura e dalla respirazione, riesco a percepire immediatamente il mio livello di allineamento interiore. Successivamente, mi dedico a una breve pratica di yoga, prediligendo stili come l’Ashtanga e il Vinyasa, spesso accompagnata da una meditazione guidata. Infine, mi dedico alla scrittura sul mio diario”.

Per trovare argomenti specifici per il journaling, racconta che si lascia ispirare dalle fasi lunari e dall’influenza dei loro cicli su di noi.
Non è astrologia, ma usare questi temi come spunto per la riflessione personale, per accrescere la consapevolezza del proprio stato emotivo e identificare aree di miglioramento (ecco quando vi raccontavo all’inizio dell’articolo che ci siamo trovate tramite la stessa community on line, ecco parliamo anche di questo, durante le nostre le lezioni, le dirette, e anch’io ne sono un’appassionata).

Con il gruppo “Moonfulness” (nome che per lei è più evocativo e meno generico rispetto all’iniziale “Mindfulness”), condivide le pratiche con un gruppo di persone aperte a comprendere il valore di un impegno quotidiano, “proponendo loro suggerimenti per il journaling, spunti di consapevolezza e riflessioni basate anche sul Tema Natale individuale”.

tealisa


✔️ Ma oltre questo percorso, organizza anche webinar sia in presenza che on line. Ed ecco che ci racconta un po’.
Racconta che l’organizzazione di degustazioni di tè, ha rappresentato il fulcro iniziale della piattaforma Tealisa: “questi eventi si concentrano spesso sugli abbinamenti del tè con altri cibi o sulla proposta di varianti creative, come i tè freddi estivi o ricette innovative a base di tè, sempre molto apprezzate”.
L’intento di questi incontri è quello di portare l’utilizzo delle foglie di tè nelle case delle persone, incoraggiandole così a familiarizzare con questa bevanda e a percepirla per ciò che è: “un’esperienza semplice, benefica e ricca di benessere, lontana dall’idea di complessità che spesso porta a optare per tè in bustina di bassa qualità”.

“Il mio desiderio è trasmettere la semplicità, la bellezza, i benefici e il divertimento dell’infusione di tè di qualità, ma anche la vastità e la meraviglia di un mondo che apre a molteplici stimoli, interessi e culture diverse”.

Le degustazioni iniziano con una descrizione tecnica della tipologia di tè, sempre in foglie e in purezza, non aromatizzato, per poi approfondire gli strumenti, le teiere, le tazze, le ceramiche, i metodi di infusione, le culture e le tradizioni.
Poi si arriva all’analisi sensoriale delle foglie, un’esperienza che “può svelare ricordi e sensazioni profonde. Sono momenti di grande condivisione e arricchimento”.

tealisa

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🔸 Desidero ringraziare i miei collaboratori, che mi supportano in questo progetto non solo con la loro amicizia, ma anche con la loro ferma convinzione. Un ringraziamento speciale va a Mara Losso per la cura della veste grafica e dell’estetica di Tealisa; a Omar Meglioli – in arte Chacoa – per la pluriennale collaborazione sugli abbinamenti con il cioccolato; e a Eugenia Verdaguer – consulente per Tea Soul e fornitrice dei tè di qualità che utilizzo – con la quale ho avviato le pratiche di “Tè e Respirazione”, molto apprezzate dal pubblico.

tealisa


La pratica di infondere il tè dopo aver focalizzato il respiro è un progetto avviato di recente, ma che ritengo sarà il fulcro dei prossimi mesi. Per me, infatti, il tè rappresenta proprio questo: la capacità di ritrovare me stessa, di centrarmi e di conferire un sapore autentico a ogni momento di infusione consapevole.

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➡️ Vi lascio i suoi riferimenti per poter andare un po’ a curiosare e nel caso poterla contattare:
– Link al Telegram “pubblico” di Tealisa (dove trovate le anticipazioni, promo per eventi di degustazione e per rimanere aggiornati con la newsletter mensile): https://t.me/TealisaCommunity

– Per entrare nel gruppo Telegram Moonfulness, è necessaria un meeting conoscitivo o uno scambio di messaggi iniziali per darmi modo di capire se la persona ha colto lo spirito di questo gruppo molto “intimo” e focalizzato sulla crescita personale. Per poter fare la richiesta: scrivere una mail ad info@tealisa.com oppure un messaggio privato su IG

– Pagina Instagram: https://www.instagram.com/tealisa___/
– Pagina Facebook:  https://www.facebook.com/tealisabyelisadarin
– Sito internet: https://tealisa.webnode.it/

tealisa

EBONY 4THE CULTURE

Buongiorno!!!

Oggi son super contenta di presentarvi il progetto di Jessica Mabel, con cui ci siamo conosciute direi quasi per caso lo scorso anno al Radice D’Africa Festival, perché è stata tra le protagoniste dei miei scatti, per il mio progetto “La Nostra Bellezza”.

EBONY4THECULTURE


☀︎ Qualche mese fa ha dato vita al suo progetto “EBONY 4THE CULTURE”, con il quale attraverso workshop, eventi, incontri, i suoi corsi di danza, vuoi far conoscere la Black Culture.
Ci siamo riviste il mese scorso, durante un primo workshop che ha organizzato a Cinisello B., durante il quale siamo riuscite a far due chiacchiere veloci su questo progetto, e da lì qualche giorno dopo ho pensato potesse essere una bella idea condividerlo con voi.

Innanzitutto parto presentandovi il suo profilo Instagram, cosi che possiate seguirla: @ebony_4the_culture.

EBONY4THECULTURE


📌 Ma prima di chiacchierare con Jessica Mabel della Black Culture, oggi presento lei.
Mabel è nata a Milano da padre americo-liberiano e madre libano-sierraleonese.
È un’artista a 360°, profondamente connessa alle sue radici afrodiscendenti.
Danzatrice, insegnante, hairstylist afro, pittrice e mamma: Mabel usa l’arte per ispirare, educare e costruire una comunità più consapevole e connessa.
La sua missione è chiara: trasmettere cultura, identità e potere attraverso il movimento e la creatività.


♦️ E dal 15 Settembre inizierà un nuovo percorso: una scuola di danza tutta sua.
E cosa potrete fare?
– Dall’Hip Hop in lingua originale, lezioni interamente in inglese, all’Afrobeat
– Dall’Amapiano alla danza afro-cubana
– Danza classica, base fondamentale per ogni ballerino, e la danza moderna, che unisce forza, coordinazione, musicalità e consapevolezza corporea.

ebony4theculture


Ma non mancheranno laboratori creativi di street art, percussioni, e workshop.
Naturalmente tutte le info, le potete trovare sulla sua pagine.
La scuola sarà:
Presso BuenaOnda Tango
Via Alexander Fleming, 7
Cinisello Balsamo (MI)

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Nel prossimo articolo ci racconterà di come la cultura nera è così importante per i neri.

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