ELISABETTA SIRANI – Un “maestro” d’arte seicentesca

Oggi Carla Ferraris, per la nostra rubrica “Donne e Arte”, ci parla di Elisabetta Sirani.

“Intendam chi può, che m’intend’io”

La scuola bolognese seicentesca è tra le poche ad aver riconosciuto il contributo delle donne nell’arte.
Donne entrate a pieno titolo nella storia, come Elisabetta Sirani che è di sicuro colei che sorprese di più la cultura maschilista dell’epoca.

Pittrice professionista e insegnante, fu la prima a dare inizio ad un modello femminile di educatrice artista.
L’importanza della sua presenza nello scenario artistico della Bologna di metà ‘600 sta proprio nel fatto che fu la prima donna ad aprire la sua bottega, fondando quella che è stata la prima scuola d’arte per donne.
Fu per questo la pittrice più celebrata della città e le sue opere esposte nelle maggiori collezioni europee già all’epoca.
Professoressa all’Accademia d’arte di San Luca a Roma, divenne la prima artista donna in Europa a fondare una scuola femminile di pittura, L’accademia del Disegno.

Era figlia dell’affermato artista Giovanni Andrea Sirani, primo assistente di Guido Reni.
A 17 anni cominciò a lavorare nella bottega del padre e più avanti a gestirla da sola, a causa della malattia che a lui impediva di dipingere. Dopo che la sua prima opera di grandi dimensioni, il “Battesimo di Cristo” (1858) si dimostrò di gran qualità, in poco tempo si affermò come pittrice professionista e acquafortista.

Divenne famosa per il suo stile barocco e ammirata per le capacità tecniche.
Creava sulle sue tele uno stile espressivo di pennellate fluide, arricchite da un raffinato cromatismo tonale.
Diede un forte contributo per lo sviluppo della Scuola Bolognese di pittura alla metà del Seicento, anche se la sua carriera professionale abbracciò solo un decennio (1655-1665). Divenne una figura di passaggio fondamentale nel trasmettere alle successive leve di artisti il classicismo barocco di Guido Reni.

Estremamente produttiva e dotata di una straordinaria velocità di esecuzione, dipinse quasi 200 tele, 15 stampe e innumerevoli disegni e schizzi acquerellati.
Elisabetta divenne rapidamente l’artista donna più ricercata e collezionata dei successivi secoli, ed attualmente sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private d’Europa, Gran Bretagna e Stati Uniti.
La Sirani ha rappresentato un nuovo modello di “femminilità” quasi virile, nella professione così come nelle originali rappresentazioni delle sue donne, attraverso una personale esecuzione che fu allora interpretata come “mascolina”.

Fu inoltre una delle prime artiste ad essere pubblicamente riconosciuta un “virtuoso” al femminile, dotata di genio artistico e inventiva.
Divenne famosa anche per la creazione di ritratti sociali allegorici e per alcune fra le Madonne più belle di quel periodo, dipinti nei quali l’intimo rapporto madre/figlio domina. Più tardi questi dipinti si fecero più realistici, meno dipendenti dai modelli idealizzati di Guido Reni, che aveva influenzato i primi anni della sua carriera.

Fu una delle poche pittrici a firmare i propri lavori, e sviluppò anche modi alternativi di affermare la sua identità apponendo il nome su bottoni, polsini, scollature e cuscini, oppure incidendolo nelle architetture disegnate.
Elisabetta Sirani rimase una lavoratrice nubile e divenne una figura importante per la pratica artistica delle donne nelle botteghe seicentesche.
Oseremmo dire che fu una precorritrice dell’imprenditoria manageriale femminile odierna.

Link esterni
https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabetta_Sirani

Carla Ferraris
http://www.lachipper.com

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