Sara Pierazzuoli

Buongiorno!
Oggi vi presento Sara e quel che di meraviglioso realizza, “craftswoman and psychoterapist”.

sarapierazzuoli

✔️ Inizio subito chiedendole quando è nato questo suo amore per questo “mondo”.
Racconta che è nata in un paese del Mugello, ai margini del bosco, ed è cresciuta tra passeggiate ed escursioni, andando per sentieri, a raccogliere funghi, more ed erbe selvatiche.

“È un’eredità preziosa che ricevo dalla mia famiglia d’origine, ma non sono sicura di essere stata un’appassionata di natura e vita selvatica da bambina, semplicemente stare in relazione con il verde era la normalità”, perché allora sembrava non esservi un’alternativa, passando tutto il tempo tra gli alberi e i cespugli, “in quelle aree stappate all’urbano, dove ancora in giugno la notte era popolata da infinite lucciole, tante che ti sembrava di respirarle, e in gennaio i rami spogli si riflettevano nelle pozzanghere ghiacciate”.

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È diventata adolescente abitando in questa cornice rupestre, ma contemporaneamente sempre occupata a portare avanti qualche progetto o esperimento manuale: “tentativi bislacchi di estrarre pigmenti dalle rocce, lavoro a maglia, uncinetto”.
C’e stato un momento durante l’età adulta in cui ha amato vivere in città, tra i suoi rumori, le opportunità, “tutti quei doni verdi e tutto quel bagaglio artigiano mi sembravano anacronistici e inutili, mi pareva che il mio passato semplice e spartano fosse un intralcio alla mia nuova vita non più in periferia”, e così accantona tutto per un decennio, ma poi ha iniziato a sentire la mancanza dell’erba sotto i piedi, le strade diventavano sempre più strette e soffocanti, e anche la sua natura libera e selvatica hanno iniziato a farsi sentire.

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“Con la mia nuova famiglia, mio marito, mia figlia e i nostri gatti, ho rotto con l’area metropolitana e mi sono trasferita in campagna”: la casa in cui abitano è una vera e propria oasi, ricco di flora e fauna, che l’ha fatta tornare alle sue origini, “rieducandomi all’amore per l’incolto”.
Ha riscoperto le sue vecchie abitudini: fare passeggiate, foraging, lavorare con le mani, ascoltare il vento, come accorgersi della luna calante o crescente, e aspettare l’arrivo dei grilli.
“Forse allora questa passione è nata insieme a me, ma solo oggi la vivo consapevolmente e intenzionalmente”.

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✔️ Curiosando sui social, ho visto che organizza la “Cerimonia del tè”, le chiedo di raccontarci di cosa si tratta.
Ci racconta che questa vecchia tradizione, vecchia quanto il mondo, non appartiene solo alla cultura orientale, tutti i popoli che hanno rituali legati al sorseggiare bevande calde, e questa cosa l’ha sempre colpita, sia come persona che psicoterapeuta.
Da tempo riconosce il valore trasformato e guaritore del rito, del celebrare, e la cerimonia del tè è un’attività importante per chi vuole fermarsi e tornare in contatto con se stesso.

sarapierazzuoli


“Entrare in una celebrazione di questo genere, che ha tutta una serie caratteristiche, movimenti e tempi, è un’esperienza che riporta la persona a dimensioni perdute: lentezza, presenza e sacralità”.

Spesso è stata fagocitata dal pensiero di produrre, dalla voglia di essere veloce, anestetizzata, trascinando il suo corpo oltre i limiti, trascurandolo, e unico antidoto è fermarsi e raccogliersi.
Racconta che bere tè può sembrare una cosa semplice, lo è, ma fatto consapevolmente è molto di più, è risvegliare i sensi e tornare in contatto, godere dell’ordinario e della sua imperfezione.
La cerimonia solitamente viene fatta in gruppo, così da amplificare il suo potere di riconnettersi, e ricordandoci che siamo Uno.
Possono partecipare tutti, non c’è bisogno di conoscere, o avere competenze, basta “approcciarsi con mente e cuore aperto e il resto viene da sé”.

sarapierazzuoli


“Mi piace trasmettere, quando conduco esperienze di questo genere, che ognuno può portare nella vita di tutti i giorni i semi della cerimonia, ritagliandosi un momento di calma per bere qualcosa di tiepido o semplicemente mettere attenzione nei propri gesti, qui e ora”.

✔️ Sara è anche una psicoterapeuta, e le domando come integra tutto questo.
“Integrare tutto, che obiettivo nobile! Ci provo, ogni giorno”.
Porta quel che è, la sua interezza, la sua autenticità nel suo lavoro da artigiana, e nel suo lavoro da terapeuta.

sarapierazzuoli


“Ho la fortuna di aver scelto, per “caso” o per meglio dire intuitivamente, una formazione ampia, o come va molto di moda dire.. olistica come quella della Gestalt che mi ha lasciato sempre lo spazio di personalizzare il metodo e gli strumenti, inserendo i miei talenti e la mia sensibilità nelle sedute con le persone”.

Racconta che per lei portare l’altro in un cammino di consapevolezza e trasformazione è sempre un privilegio, come  il poter essere il testimone, chi c’era quando è stato fatto il salto, quando l’altro ha visto chi voleva o poteva essere, e ha lottato per arrivare dove è.
Le piace pensare che chi cerca un facilitatore, può trovare quello adatto a sé, che risuona con lui, e che gli si accoppia perfettamente in quel suo momento di vita.
Chi la incontra, chi la sceglie come terapeuta, scoprirà presto il suo mondo e il suo background, “è molto probabile che gli proporrò esperienze di centratura ed espressione come rituali, meditazioni guidate, passeggiate selvatiche, osservazioni della natura, e credo sia proprio quest’incontro a determinare la “riuscita”, se mai si può usare questa parola, del percorso d’aiuto, non credo si possa accompagnare l’atro in un posto che non si conosce e per farlo si passa solo attraverso le proprie strade”.

sarapierazzuoli


✔️ Così le chiedo di raccontai un po’ delle erbe e delle piante con cui lavora.
Racconta che il vivere vicino al bosco, l’ha incuriosita e stimolata, ad avvicinarsi al mondo vegetale, in ogni stagione è sommersa di vegetazione.
In questi anni ha studiato le piante, e nella pratica come si riconoscono e la raccolta di quelle spontanee, e dall’altra la coltivazione e la cura di quelle dell’orto e del giardino.

sarapierazzuoli


“Un mondo vastissimo quello della flora, sconfinato, misterioso, magico…”.

È partita quelli che chiamiamo i rimedi della nonna, dalla tradizione popolare, dall’erboristeria del folclore, un po’ da strega, come da maga, con l’intento di usare tutto quel che poteva trovare intorno a casa.
Ha imparato ad usare le erbe in cucina, nelle tisane, negli olii, negli incensi, nelle decorazioni, sperimentando ricette vegane, nella preparazione di unguenti e oleoliti, sali da bagno, smudge sticks; ha poi incontrato le piante tintorie, così da poter allargare il suo processo manuale e creativo con i filati, partendo dalla tintura, cosi da sapersi muovere nella tintura dei tessuti e della lana.

sarapierazzuoli


“Sono poi andata più a fondo nel potere delle erbe e dei fiori, nella loro capacità di trasmettere messaggi specifici e molto diversi tra loro, apprezzando personalmente i benefici delle singole essenze di volta in volta nelle diverse situazioni”.

Ha cosi scoperto che la sola vicinanza ad una pianta che è portatrice di una particolare frequenza di trasformazione e guarigione, basta per assorbire i principi, ha affinato la sua capacità d’osservazione e ha allargato il suo modo di percepire il mondo “cominciando ad abbracciare l’idea che tutto quello di cui abbiamo bisogno è sotto i nostri occhi perché la natura ce lo fornisce spontaneamente.
Ho imparato ad essere grata e ad approcciarmi con rispetto raccogliendo con morigeratezza e amore”.

sarapierazzuoli


→ Ed ora vi lascio i suoi riferimenti per andare a curiosare ancor di più quel che fa:
Ig @awomanandthewoods

Eleonora Vitellozzi

Buongiorno!!!
Vi presento Eleonora Vitellozzi, insegnante Yoga, ma non solo.
Ci siamo conosciute questa primavera a Roma, ad un Market, e leggendo l’intervista scoprire perché ci siamo connesse quel giorno.

eleonoravitellozzi


✔️ Parto chiedendole quando nasce il suo amore per il mondo dello Yoga.
Racconta che quando le chiedono di cosa si occupa sorride, perché non le sembra vero che sia diventato il suo lavoro.
“Nell’attuale concezione che si ha del lavoro, ovvero fatica e sofferenza, essere un’insegnante per me è l’inverso, sentendomi onorata di essere un tramite nella diffusione di questa disciplina”. Dice che comunque come ogni lavoro non è tutto rosa e fiori, e che ogni tanto qualche difficoltà o problematica c’è.

eleonoravitellozzi


Ha iniziato a praticare a 20 anni, per una sua forte curiosità, all’inizio ne è rimasta affascinata e confusa, perché sentiva che non era solo esercizio fisico.
Con il passare del tempo ha capito l’importanza dello yoga: affronti l’etica, la filosofia, la devozione attraverso il corpo, “con un fine evoluzionistico, ovvero tentare di diventare la versione migliore di noi stessi”.
Questo concetto le ha rivoluzionato la vita e fatto capire la sua potenza, l’accessibilità a tutti, per chi ha voglia di mettersi in discussione.

“Parlare di filosofia, di etica, di morale non sempre è facile ma con lo yoga e attraverso il proprio corpo, che può anche non essere del tutto sano, si può trovare il modo giusto di vivere, approfondendo la meditazione, l’ascolto, la conoscenza e la gestione delle proprie emozioni”.

Dice che ogni seduta di yoga è un dialogo con il corpo, in cui il dialogo è parlare a turno, ma anche saper ascoltare.
Nel 2019 ha deciso di iniziare la formazione triennale alla Federazione Italiana Yoga: “L’amore per lo yoga è stato talmente un crescendo che avevo il desiderio di approfondire in modo più sistematico tutta la disciplina, compreso il grande bagaglio filosofico”.

eleonoravitellozzi


Completata la formazione, con il suo compagno è poi partita per l’India: il 2022 si è concluso con il “viaggio nel viaggio”, come lo definisce lei, perché han passato 4 mesi in diversi posti dell’India, “ricevendo un assaggio di questa terra così complicata ma anche così meravigliosa, che ci ha regalato degli incontri con persone interessanti con cui abbiamo avuto dei scambi potentissimi e, proprio in questo viaggio, è nato anche “Indiezu””, il loro piccolo brand di abiti fatti a mano nel rispetto del lavoro e dell’ambiente.

Ha conosciuto anche un monaco che le ha insegnato a fare le Mala, secondo la tradizione induista, e così poco tempo dopo è nato anche “Malazu”: “una mia piccola passione trasformata in un piccolo lavoro, nella quale realizzo le mala”.

→  E quel giorno di marzo a Roma è stato così che ci siamo conosciute, ho acquistato una stola e un Mala, che adoro, che riprende il color rosso, mio amato colore, amore a prima vista. E posso dire che Eleonora come mi è sembrata quel giorno, scambiando qualche chiacchiera, si è rivelata in questi mesi, che qua e là è capitato di scambiarci qualche msg, e naturalmente ho anche acquistato un altro mala!

eleonoravitellozzi


✔️  Ma torniamo a chiacchierare con lei.

“Attraverso lo yoga sono riuscita a conoscere di più il mio corpo e la mia interiorità”.

Si è rinnovata anche la sua curiosità per il mondo femminile, che a causa di una società particolarmente patriarcale, è andata un po’ perduta.
Negli ultimi due anni ha approfondito con il Master Yoga e Donna, organizzato da Barbara Woehler, come l’hatha yoga possa aiutare ed accompagnare la donne nelle sue evoluzioni dal periodo fertile alla menopausa, oltre che durante la gravidanza.

“Non è un caso se si parla di intuito femminile e saggezza lunare ed è stato un percorso di mia profonda crescita femminile”.

eleonoravitellozzi


E così ora cerca di trasmettere questa anche alle altre donne, attraverso lo yoga: è sempre l’hatha yoga ma che si rifà alla tradizione, ma con un occhio alla ciclicità e alla saggezza femminile.
Sono incontri anche aperti al mondo maschile, perché “se noi in parte abbiamo perso questa saggezza, il mondo maschile, nella maggior parte dei casi, ne è totalmente all’oscuro, ed è un peccato proprio perché gli uomini hanno costantemente a che fare con le donne”: nascono da una donna, hanno una madre, una sorella, un parente, una compagna, è formativo conoscere e capire il mondo femminile, perché dobbiamo avere gli stessi diritti ma al contempo uomo e donna non sono uguali.
Racconta che lo yoga è qualcosa che accompagna la sua vita, quindi poterlo trasmettere è qualcosa che l’aiuta a formarsi a sua volta, “ed è un piccolo evento che mi è successo negli ultimi anni. Uno dei piccoli eventi che solo a posteriori riesco a vederne il disegno”.

eleonoravitellozzi


“Porto avanti diversi progetti, come i vestiti, le mala, lo studio dello yoga occupandomi dell’aspetto femminile e della filosofia, per questo la domanda che fai nella vita mi mette sempre un pò in imbarazzo ma la prima cosa che mi viene in mente è l’insegnare lo yoga.
Per me è un onore trasmettere questa disciplina e cerco di farlo con umiltà e rispetto. Tengo lezioni in presenza a Roma in uno spazio che ho creato apposta, proprio per cercare di trasmettere nel modo più autentico la meraviglia che ci hanno regalato gli antichi yogi creando questa disciplina”.

eleonoravitellozzi


→ Ed ecco i suoi riferimenti:
Ig eleonora_vitellozzi
Ig _malazu
Ig _indiezu

Yep Talks

Buongiorno!!!
Oggi vi presento Sara e Lucrezia di YepTalks.

yeptalks


✔️  Parto chiedendo loro quando è nata la loro passione per il mondo della comunicazione, e quando han deciso di farlo diventare il loro lavoro.
Raccontano che hanno conosciuto il mondo della comunicazione per puro caso nel 2021, quando si sono trovate a gestire i social dello spazio espositivo dei genitori di Lucrezia, partendo da zero.
Dal 2022 poi hanno svolto il servizio civile presso una cooperativa sociale della bergamasca, e anche qui si occuparono di comunicazione.
Soprattuto questo percorso ha fatto capir loro “non solo di volere un’attività tutta nostra, ma che essere social media manager non faceva per noi: YepTalks si sarebbe occupato di branding”.

yeptalks


✔️  Curiosando sul loro sito ho trovato questa frase che mi è piaciuta molto “siamo qui per plasmare il futuro”, chiedo di raccontarci un po’.
YepTalks è un brand di Orpimento Srl, azienda che si occupa di servizi per i beni culturali. È nata come ditta di restauro, ma nel tempo si è evoluta diramandosi in diversi brand, che si occupano di valorizzazione, conservazione e comunicazione del nostro patrimonio culturale.
“Plasmare il Futuro” fa proprio riferimento “alla voglia e al bisogno di svecchiare questo ambito e promuovere una fruizione del nostro patrimonio culturale più aperta, sostenibile, nuova, e che guarda al futuro”.

yeptalks


✔️  Domando quali sono i loro servizi.
Il loro servizio principale è il branding: costruire un brand dalle basi (o fare un restyling se già esistente), progettando la Visual identity, la brand strategy e tutti i dettagli che ruotano intorno ad essi.
Si occupano anche di marketing culturale, proprio per offrire un supporto ad enti, istituzioni, piccole aziende del settore culturale “che sentono il bisogno di imparare un nuovo modo di comunicare”, magari anche rivolto ai più giovani.

yeptalks


✔️  Sempre dal loro sito, possiamo trovare questa frase “vogliamo prendere in mano i brand e accompagnarli nel rispetto del loro essere”, ci spiegano cosa intendono.
Ad oggi il mondo del comunicazione e del branding si dividono in due facce della stessa medaglia: da una parte si ha un grande confusionale dall’altra ci sono multinazionali con budget stratosferici che non aiutano a far chiarezza, e men che meno a rendere accessibile questo ambito.
Una persona che ha un brand e che magari conosce poco o niente di questo mondo, si spaventa all’idea di chiedere aiuto a qualcuno, perché magari pensa che non essere abbastanza importante, grande o di non avere il budget necessario a disposizione.

“Da noi non è così: siamo solo noi due, prendiamo per mano il cliente e lo accompagniamo alla realizzazione di un brand ben costruito, funzionale, che sa come e cosa comunicare. Abbattiamo lo stereotipo della pubblicazione giornaliera, o dei followers che devono essere tantissimi per vendere o per dimostrare il proprio valore. Cerchiamo di portare una consapevolezza nuova, stimolante, di abbattere i muri che la paura di questo mondo porta a costruirsi”.

yeptalks


✔️  E aggiungiamo qualche altra info direi importante:
-la scelta del nome YepTalks nasce dall’idea di trasmettere il coraggio di comunicare. “Ci vuole coraggio per chiedere una mano, per partire da zero, per creare un brand e per portarlo avanti”. Quindi vogliono dire “Yes, Talk!” (Sì parla!), ossia un incoraggiamento per tutti coloro che ne hanno bisogno, un invito a non nascondersi dietro paure ed incertezze, ma ad alzare la testa e raggiungere la meta.

“È come se noi avessimo una fiammella che nasce dal cuore, dall’amore per il nostro lavoro, e volessimo trasmettere questa fiammella anche a chi si rivolge a noi. Vorremmo essere d’ispirazione per tutti quei brand che si sentono persi, e per tutte quelle persone che non sanno da che parte girarsi, ma sognano di trovare la strada”.

-YepTalks nasce ad un tavolo rotondo, in una giornata un po’ nera (ne so qualcosa, le mie idee migliori son nate proprio in giornata così). “Questo tavolo è proprio quello che ti accoglie all’ingresso del nostro ufficio, lo stesso tavolo dove adesso ti offriamo un caffè e una chiacchiera per conoscerci meglio”. Il loro ufficio come il loro tavolo raccoglie tantissima storia: è una struttura antica, che nei secoli ha ospitato diversi eventi della storia di Bergamo. “Ci siamo recate appositamente all’archivio di Stato per conoscerla tutta, e ci piace l’idea che questa storia adesso veda anche al futuro. Il nostro ufficio è stato un antico teatro, una clinica, una scuola materna, un appoggio durante la peste, e adesso uno studio di restauro e il posto dove si realizzano i progetti dei nostri clienti”.
-altra meravigliosa cosa da raccontare, che non riguarda solo ed esclusivamente il lavoro, è che sono una coppia, una coppia lgbt: “È qualcosa che non viene nascosto e anzi, che viene fatto capire chiaramente nel nostro sito. Prima di inserirlo, ci è capitato di perdere dei clienti per questo con la scusa che “se solo lo avessero saputo prima, non si sarebbero rivolti a noi fin dall’inizio”, ma la cosa non ci ferma. Sono proprio questi momenti che ci permettono poi di mettere davvero anima e corpo per i nostri clienti, perché sappiamo che vogliono essere qui, che vogliono condividere la nostra stessa visione del mondo. 

yeptalks


→  E dopo questo meraviglioso racconto del loro lavoro, ecco i loro riferimenti:
Ig @yep.talks
Web yeptalks.it

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