Gerda Taro

Buongiorno!!!
Ecco che torna anche la nostra Rubrica “Donne e Fotografia”, e oggi vi presento Gerda Taro.

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Fotografa tedesca, conosciuta per i suoi reportage di guerra, ma anche per essere stata la compagna di Robert Capa, e con lui aver realizzato un forte sodalizio professionale.
Morta in giovane età, a soli 26 anni, travolta da un carro armato durante la Guerra Civile Spagnola.

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Nasce in una famiglia di ebrei polacchi, ma nonostante le sue origini borghesi, giovanissima entra a far parte di movimenti socialisti e borghesi, ma con l’avvento del nazismo in Germania, viene prima messa in carcere in quanto perché facente parte del Partito Comunista Tedesco, e poi con un amico lascia la Germani per andare a Parigi.
Qui trova subito lavoro, e grazie alle suo coinquilina conosce Endre Friedman che sbarca il lunario facendo il fotografo, e con lui dan vita al personaggio di “Robert Capa”: celebre fotografo americano, arrivato a Parigi per lavorare in Europa.
E grazie a questa idea lavorano molto e a guadagnare parecchio.

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Nel 1936 entrambi decisero di andare sul campo della Guerra Civile Spagnola, dove iniziano a realizzare reportage pubblicati su Regards o Vu.
Si distingueva per la sua bellezza e il suo coraggio, ma preso lei e Friedman si divisero, e lui mantenne lo pseudonimo Robert Capa per sé.
Realizzò il suo più importante reportage durante la Battaglia di Brunete: testimone dei selvaggi bombardamenti dell’aviazione nazionalista, e c’è chi ha raccontato che spesso lei stessa incitava i combattenti all’attacco.

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Nel 1937 di ritorno da Brunete, Gerda perse la vita durante un terribile incidente: la vettura su cui viaggiava si scontrò con un carro armato, e Gerda cadde sotto i cingoli del carro, restando schiacciata dallo vita in giù.
Testimoni raccontarono che nel trasporto di Madrid, Gerda con freddezza e coraggio faceva pressione  con le proprie mani sulle viscere sanguinanti.
Poco dopo arrivata all’ospedale, si resero ben presto conto che nulla l’avrebbe tenuta in vita, che sarebbe rimasta in vita solo qualche ora, ma lei si preoccupa solo delle sue macchine fotografiche, se si fossero rotte.

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Fu riportata a Parigi con un seguito di 200.000 persone, tumulato al Père-Lachaise, dove giace ancora oggi dimenticata nella zona dedicata ai rivoluzionari e alla Resistenza.
Allo scultore Alberto Giacometti venne chiesto di realizzare il monumento funebre, Pablo Neruda e Louis Aragon lessero un elogio in sua memoria.
E Capa non si riprese mai dalla sua perdita, e anch’egli morirà svolgendo il suo lavoro nel 1954 nella guerra d’Indocina.

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Possiamo dire che dalla metà degli anni ’90, Gerda Taro è oggetto di interesse storico, per essere stata una giovanissima donna contro corrente, rivoluzionaria militante sacrificandosi, protagonista della storia della fotografia e della resistenza al fascismo.

Articolo scritto da Roberta Ciapparelli
Fonte foto Pinterest

Il Risveglio della Dea

Buonasera!
Oggi vi presento Alessia e il suo progetto “Il Risveglio della Dea”.

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✔️  Ci racconta come è nato il progetto.
Il progetto “Il Risveglio della Dea” “nasce da una ferita che ho portato dentro di me per tanto tempo, una ferita legata al femminile che ha segnato profondamente la mia vita”.
Per anni ha vissuto con insicurezze che derivavano da esperienze dolorose e, purtroppo, queste sue cicatrici si riflettevano nelle sue relazioni, facendola allontanare dalle donne, “quelle che avrei dovuto avere più vicine”.
Racconta che il dolore e la solitudine erano diventati una parte di lei, fino a quando ha deciso di iniziare un percorso di ricerca e cura interiore.
All’inizio non sapeva neanche da dove cominciare, “ma mano a mano che scoprivo e accoglievo le mie ferite, ho sentito qualcosa cambiare”: invece di evitare le donne, ha sentito il richiamo di stare con loro, creare uno spazio sicuro dove poter condividere il nostro dolore, e al contempo la nostra forza.

“Quella ferita che mi aveva separata da tutte, lentamente è diventata la mia forza, il mio motore per creare qualcosa che potesse toccare anche altre donne”.

Nei cerchi che ha creato, ascoltando le storie di chi le stava accanto, si è resa conto che non era sola: “tante donne, come me, venivano da quella stessa ferita”.
Il suo progetto è nato proprio per questo, per dar vita ad uno spazio dove le donne potessero guarire, trasformando il dolore in forza, e il buio in luce.

“E oggi, più che mai, credo che la nostra cura reciproca sia il cammino più potente che possiamo intraprendere”.

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✔️  E parliamo anche di quella che è la visione del suo progetto.
La visione di questo progetto è quella di “creare una rete di sorellanza che si espanda sempre di più, unendo donne di ogni angolo, per condividere e guarire insieme”.
Ci racconta che crede fortemente che ogni donna abbia un dono unico da portare al mondo, e proprio per questo ama coinvolgere donne diverse in ogni ritiro, che possano condividere il loro lavoro e il loro cammino: tutto questo arricchisce l’esperienza, e crea anche uno spazio di crescita collettiva e reciproca.

“Amo portare i ritiri in luoghi diversi, così che le donne possano immergersi in ambienti nuovi, stimolanti, che favoriscano il cambiamento e la riflessione”.

Finora ha raggiunto diverse regioni d’Italia, creando così connessioni e legami che hanno superato i confini geografici.
E racconta che il prossimo ritiro sarà in Marocco, “a dimostrazione di come la nostra rete si stia espandendo oltre i confini nazionali”.
Ogni ritiro è unico, perché ogni donna porta con sé la propria energia, la propria saggezza e il proprio lavoro.

“Questo rende ogni esperienza speciale, un’opportunità per tutte noi di crescere, imparare e riscoprire il nostro potenziale più profondo”.

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✔️  E dato che abbiamo iniziato a parlare dei ritiri, le domando cosa è possibile trovare durante i suoi ritiri.
Racconta che in ogni ritiro si potranno trovare laboratori pensati per risvegliare e nutrire ogni parte di sé.

“Ogni esperienza è studiata per offrire occasioni di crescita, guarigione e connessione profonda, attraverso attività che spaziano dalla meditazione alla creatività, dallo yoga alla condivisione autentica”.

Oltre a tutti questi contenuti, quel che rende ogni ritiro speciale è la cura della scelta dei luoghi.
Ogni spazio che seleziona è immerso nella natura, un luogo che invita al silenzio, alla riflessione e alla connessione con il proprio sé più profondo.

“Questi luoghi sono sicuri, protetti, pensati per creare un ambiente in cui ognuna possa sentirsi libera di aprirsi alla propria vulnerabilità, senza paura di essere giudicata”.

Racconta che quella che la emoziona più di tutto è vedere come in ogni ritiro, si crei una famiglia.
“Un gruppo di donne che, pur venendo da esperienze e percorsi diversi, si unisce in un legame autentico e leale”: la forza di queste connessioni va oltre il tempo trascorso insieme.
Molte di queste donne, tornate a casa, continuano a mantenere il contatto, a sostenersi e a condividere i loro progressi: ogni ritiro è un’esperienza temporanea ma anche l’inizio di legami che continuano a crescere e a nutrirsi.

“È un onore per me vedere come queste donne si prendano cura l’una dell’altra, creando una rete di supporto che si estende ben oltre il nostro tempo insieme”.

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✔️  Ma tra poco partirà anche con gli incontri on line, ecco che ci racconta un po’.
Racconta che da poco ha sentito un forte desiderio di proporre alle donne qualcosa di nuovo e accessibile, un’opportunità di connettersi anche al di fuori dei ritiri in presenza.
Ha così deciso di organizzare incontri on line Ad ogni Luna Nuova: saranno gratuiti e aperti a tutte, “perché credo che ogni donna meriti uno spazio dove sentirsi accolta e ascoltata”.

“Amo conoscere ogni donna che si avvicina al mio progetto, e credo che queste occasioni di incontro, anche virtuali, siano un’opportunità per creare una connessione autentica e profonda”.

Perché a volte basta anche solo un momento di unione tra donne per sperimentare un’immensa guarigione: “La semplicità di un incontro, la condivisione di esperienze, la forza che nasce dall’ascolto reciproco, sono già atti di grande cura che ci permettono di liberarci e di portarci più leggerezza e amore”.
Questi incontri vogliono essere un’opportunità per tutte, per potersi fermare, respirare e riconnettersi con il nostro potenziale femminile, senza frenesia, solo nella bellezza della nostra essenza.

ilrisvegliodelladea


→  Quindi non mi resta che lasciarvi i suoi riferimenti, cosa che possiate andare a curiosare, e se avete già qualche domandina, poterle scrivere.
Ig @ilrisvegliodelledea.retreats
Fb Alessia Khandroma Cataldi

Tenda di Luce

Buongiorno!
Oggi vi presento Angela Signorile, e il suo “progetto” Tenda di Luce.

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✔️ Nella Bio di Instagram, mi han colpito queste parole “Messaggera al servizio della Luce”, le chiedo di raccontarci un po’.
Racconta che il suo nome, Angela, significa “messaggera”: proprio come gli angeli che portano i messaggi di Dio agli essere umani.

“Dio è Luce, quella scintilla luminosa che ognuno di noi ha dentro e quando ci diamo il permesso di vederla possiamo assistere ai miracoli. Perché la Vita non capita A noi, capita PER noi”.

Quindi ha scelto di portare questi messaggi, di essere al servizio della Luce, dopo aver “guardato, accolto, ringraziato e accettato tanta ombra”.

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✔️Le domando perché ha deciso di lavorare con le donne.
Ha preso questa decisione quando ha iniziato ad ammalarsi “il suo utero”: sono stati per lei, anni sfidanti ed impegnativi sotto tutti i punti di vista, sia fisico, che mentale, emozionale e spirituale.
Una sofferenza mia compresa, né prima, né durante, né dopo l’intervento.
Ha così iniziato a studiare l ginecologia naturale: rituali ancestrali del nostro sacro femminile.

“Ho deciso che NESSUNA donna merita di essere lasciata sola nella sua sofferenza”.

“Le tribù di Donne, i cerchi di sorellanza, hanno un potere enorme sulla guarigione di ognuna di noi”.

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✔️ Le chiedo quando è nato il suo amore per questo “mondo”.
Racconta che l’amore è nato 20 anni fa, da un grandissimo dolore: rimasta incinta della sua primogenita, ha avuto svariate minacce di aborto, lontana poi dalla sua famiglia d’origine, insomma sola. Lei a Pesaro, e loro in Germania.
Ha sofferto molto di solitudine, perché poi ai tempi chiamare all’estero costava tantissimo, e alla fine si accontentava degli squilli, ma al contempo sognava una tribù come la sua famiglia del Sud: per potersi sfogare, per parlare della sua paura, per essere ascoltata e magari ricevere anche consigli preziosi.
Suo marito le stava accanto, “ma in un modo che io non “sentivo””.

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Dopo la faticosa gravidanza e un parto da incubo, credeva di essere finalmente fuori dal tunnel, ma in realtà era solo l’inizio: sofferenza, una mastite, un’emorragia e depressione post partum.
Due anni dopo nasce il suo secondogenito in piena terapia farmacologica: “l’ansia di non sapere se gli avesse provocato danni mi toglieva il respiro”.
Dopo qualche anno perde il suo terzo bambino, e chi le sta accanto le dice semplicemente che deve star su, di farsi forza, perché ha due bambini piccoli da accudire.
Si sente incompresa, non ascoltata, e non supportata.

“Immaginavo ad occhi chiusi di avere intorno a me tante Donne che mi accudivano. Sì. “MI” accudivano. Perché quando nasce un bambino, nasce una Mamma. E con lei nascono dubbi, paure, incertezze, sensazioni di inadeguatezza e tanto tanto altro!!!”.

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✔️ Nel 2014 inizia a star meglio, e così studia e diventa insegnante yoga, riprende a respirare e vivere.
Poi fa una scuola di soul coaching: lavora con le Donne attraverso gli Archetipi femminili e la Bambina Divina, ristabilendo così un magico dialogo interiore.
Studia neuroscienze, spiritualità e sciamassimo, conosce le erbe e i rimedi per il benessere psicofisico per ogni fase delicata della vita di una Donna.

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Ma poi tra il 2016 e il 2018 si rende conto di non stare bene nuovamente: inizia così una nuova ricerca, e comincia a studiare la ginecologia naturale, le fasi del ciclo mestruale, l’utero e la sua potenza.
Inizia poi a facilitare cerchi di donne e ad aiutare le donne a ritrovare la loro Bellezza, la loro luce, e la loro unicità.
Ma nel 2022 dopo un lungo lavoro su sé stessa, deve togliere l’utero. Si prepara al meglio, come può sia fisicamente che psicologicamente.
Poco dopo l’intervento però il suo corpo va in black out totale: non riusciva più a stare in piedi, a mangiare, a camminare, a uscire.
Non si capiva cosa potesse essere, e lei nel mentre stava affrontando un periodo di “morte interiore” spaventosa.
Così dal letto inizia a riprendere in mano tutto quello che aveva studiato e appreso negli ultimi 10 anni, tra studio e ricerche: ha iniziato a strutturare un percorso per Donne che vogliono rinascere.

“Lo faccio io, step by step, un passo alla volta, in primis per me. Dopo 9 mesi ( proprio il tempo di una gestazione 🙂 rinasco!!!”.

Da quel momento son passati oramai due anni e mezzo, e con lei sono ri-nate tante Donne: “Amo accompagnare le mie sorelle a guardarsi, a riconoscersi, a vedersi per la meraviglia che sono”.

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✔️ E così non mi resta che chiederle che percorsi possiamo fare con lei.
Ecco alcuni dei suoi percorsi, ma che come racconta “sono tutti personalizzati, e in continuo cambiamento”.

– Sessioni di Magia Interiore con meditazione personalizzata 

– “100.000 – Nessuna – Una” in 9 settimane e mezzo, riconosci le tue 100.000 ferite, convinzioni limitanti, ruoli, maschere, ombre, spogliati fino a diventare NESSUNA e poi finalmente incontraTI con i tuoi doni, talenti, riconoscendo la Tua Luce

– Lavori personalizzati sulla Bambina Interiore

– Rituali ancestrali come vaporizzazione dell’utero

– Con-tatto il ciclo mestruale e/o lunare

– Archetipi femminili

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→ Qui vi lascio i suoi riferimenti, così potrete andare a curiosare ancor di più la sua storia e i suoi percorsi.
Ig @tenda_di_luce
Email tendadiluce@gmail.com

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