Famiglia Inaspettata

Buongiorno!
Oggi vi presento Benedetta Petralia, e del suo Blog Famiglia Inaspettata.

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✔️ Inizio chiedendole quando nasce l’idea del blog.
Racconta che prima del blog nasce la pagina social: Famiglia Inaspettata.
Dopo un primo anno faticoso da separata, ciò che vedeva intorno a sé non le piaceva per nulla: vedeva persone, a volte professionisti, che non sapevano come starle accanto. Ciò che dicevano o facevano non mi aiutava, ma mi faceva stare peggio e cavalcava la rabbia e la frustrazione che si può provare dopo una separazione”.
Ad un certo punto c’è stato un cambio di direzione, quello che le ha permesso di andare nella direzione opposta, rispetto quel che fino a quel momento le avevano spronato a fare o dire.
Una volta tornata da un viaggio in Grecia, hanno vissuto qualche anno lì, e Chloe, sua figlia è nata lì, ha trovato un lavoro da impiegata, e l’avvocato per cui lavorava, le propose di distruggere economicamente il padre di sua figlia, ma questo dove l’avrebbe portata? Che valore le avrebbe dato questa scelta? Per questo rifiutò.
Avrebbe solo tolto a sua figlia un padre, portandolo a vivere in auto, come spesso oggi capita, doveva fare qualcosa di diverso.
“Così io stessa ho iniziato ad agire andando verso il mio ex, invece che lottando contro e questo ci ha permesso di arrivare ad avere dialogo, una relazione genitoriale e soprattutto ha permesso a Chloe, nostra figlia, di avere due genitori”.
Ha così iniziato a parlare di una possibilità diversa dalla solita narrazione della separazione.
“Poteva essere accoglienza, comprensione, rinascita, equilibrio e molte altre cose. Non solo: guerra, alimenti, rigidità, rabbia, frustrazione”.
E così così dopo qualche mese ha scelto di aprire il blog, per poter argomentare meglio ciò che sui social, che sappiamo ha uno spazio ridotto.
Tramite i social man mano trovava professionisti che avevano la sua stessa visione.
Ha iniziato con dirette per poter far conoscere alle persone, altre figure professionali utili, oltre l’avvocato.
E così un annetto fa ha portato le collaborazioni sul blog, e una volta al mese esce un articolo di un professionista.

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✔️ Curiosando sulla pagina Instagram, mi ha colpito questa frase “ritrovare la tua pace interiore, nonostante la separazione”, le chiedo di raccontarci.
“Non esiste solo il bianco e il nero nella vita e nemmeno nella separazione”.
Come ogni cambiamento che riguarda più di una persona, ci vuole elasticità e una base solida personale: perché solo lavorando su di sé è possibile trovare un equilibrio, che tralasciando quelli che saranno i cambiamenti futuri, tengano in piedi la struttura.
Racconta che a volte basta un nuovo compagno o compagna per far traballare tutto.
“In quella fase è necessario ricordarci le basi su cui siamo appoggiati (valori e principi) così da evitare che quella fase di un ennesimo cambiamento vada a rovinare tutto ciò che si è costruito fino a quel momento”.
La separazione tocca molti aspetti della propria vita, e spesso è difficile trovare un reale supporto esterno, che sia da familiari o amici, perché gli stereotipi e i pregiudizi sono ancora molto presenti e forti all’interno della società e delle persone.
“Molte persone la subiscono e basta la separazione. Andando a reagire invece che scegliere come agire”.

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✔️ Le domando cosa è possibile fare con lei, quali servizi sono attivi.
Racconta che ha tre servizi attivi
C’è il Supporto Spot: una sessione individuale di un’ora e mezza dove si esplorano le difficoltà, trovando nuove possibilità e alternative. “Ci si porta a casa strumenti utilizzabili e consapevolezze importanti”.
Il percorso individuale focalizzato sulla difficoltà di vivere i giorni senza i figli: nella separazione è una della realtà più difficili da accettare, e vivere con serenità.
Questo percorso accompagna a far questo: alleggerire questo aspetto porta a grandissimi passi avanti personali e familiari.
Il percorso individuale di tre mesi, fatto insieme, che serve per ritrovarsi dopo la separazione.
“Capita spesso che la sensazione sia quella di non sapere più chi sei”.
È importantissimo ritrovarsi e riscoprire le proprie risorse e capacità, per evitare che le persone coinvolte, la persona stessa, subiscano la separazione e si arrivi così a conflitti, da cui è poi difficile uscirne.

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✔️ Sul blog, come ci aveva accennato, ci sono articoli di vari professionisti, quindi le chiedo di raccontarmi.
“Dalla necessità, mio pensiero personale, di osservare la separazione da punti di vista diversi e dal far conoscere diverse professionalità che possono essere utili in questo aspetto”.
Pensando alla separazione il primo pensiero che viene, è quello rivolto all’avvocato.
Può essere utile sì, ma ci sono molti aspetti, che sono prioritari rispetto all’accordo legale: avere un equilibrio personale, per far sì che tutte le frustrazioni e le difficoltà, non si trasformino in lettere dall’avvocato.

✔️ Ma ha anche scritto un libro “La separazione non è un fallimento”, le chiedo quando ha deciso di scriverlo.
Quando ha iniziato a fare le dirette con i professionisti, ne ha fatte diverse sulle fasi della separazione, con Giulia Schena, psicoterapeuta, anche lei separata (psycoloured su Ig).
Le dirette son state seguite moltissimo e anche con grande interesse, e così han deciso di farle diventare un libro: il libro è diviso in base alle varie fasi della separazione, e per ogni fase, oltre la parte teorica, si trovano delle interviste a persone che l’hanno vissuto in prima persona.
Si può vedere anche una videointervista grazie ad un QR Code, e si può ordinare in libreria, e anche su tutte le piattaforme, Amazon compreso.

→ Ed ecco i suoi riferimenti.
Ig famigliainaspettata
Blog www.famigliainaspettata.it

La Selvatica

Buongiorno!
Oggi vi presento Giulia e Chiara e il loro progetto “La Selvatica”.

laselvatica


✔️ Parto domandando loro quando è nato tutto.
Raccontano che “La Selvatica” nasce nel 2022 come azienda agricola nelle campagne di Capalbio, in Maremma, dove entrambe hanno le loro origini.
Il casale e il terreno dove tutto è nato, erano del nonno di Giulia, e che per più di 60 anni è stato utilizzato per produrre olio, uva e per allevare mucche alla stato brado.
Gli olivi ormai secolari, e i terreni incolti da più di 10 anni dopo la morte del nonno, è stato ciò che ha dato origine al loro progetto agricolo.

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Raccontano che allora come oggi avevano voglia di utilizzare questo spazio, per garantire uno stile di vita lontano dai modelli urbani e frenetici.
Son partite ripulendo l’oliveto e molendo il primo olio nel 2020.
Poi hanno incominciato a coltivare e costruire l’orto seguendo i principi di permacultura, rispettando la natura e mettendo al centro di ogni loro attività il benessere del terreno, “che si potesse poi riflettere in benessere per noi stesse”.

“Fino a che, nel 2022 decidemmo di rendere ufficiale la Selvatica : il nostro progetto di vita”.

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✔️ Quindi domando cosa producono, cosa possiamo trovare nella loro azienda agricola.
Raccontano che oggi la loro piccola azienda, gestita interamente da loro, produce verdure di stagione, fiori commestibili, aromatiche, olio e frutti.
Ma il lavoro su cui si concentrano di più è nel continuare ad imparare pratiche agricole sostenibili, a vivere a stretto contatto con le stagioni ed i suo cambiamenti.

“Adoriamo anche ospitare: ogni estate, infatti, ospitiamo volontari e viaggiatori che scelgono di passare da noi per condividere conoscenze e provare un assaggio di vita bucolica”.

E questa conoscenze condivide portano spesso a giornata di corsi, per imparare nuove skills, negli ambiti dell’auto produzione, dello yoga, della meditazione, della cucina e tanto altro.
“L’amore per la terra ci ha unite e fatte innamorare, prima tra di noi, e poi del nostro lavoro”, che condividono, nonostante ognuna abbia il suo ruolo ed estro:

🔸 Giulia è l’eclettica ortolana, dall’animo artistico e totalmente tra le nuvole, mentre Chiara, la chef professionale, è colei che mantiene il progetto nel mondo pratico e che, durante i corsi e le varie attività, trasforma i nostri prodotti in eccelsi manicaretti vegetali.

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♦️ E concludono l’intervista, raccontando che nel futuro vorrebbero implementare le collaborazioni, per proporre così nuove attività nella loro piccola comunità, “con l’utopia di avere, un giorno, quante più persone vicine a noi che condividano il nostro stile di vita semplice ed incentrato verso la sostenibilità ambientale e la ricchezza dell’animo”.

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→ Ed ecco i loro riferimenti, per andare a curiosare e anche poterle contattare:
WhatsApp : https://wa.me/message/7SHDWO7FLZ3YG1
Facebook: https://www.facebook.com/agricola.selvatica.capalbio
Instagram : https://www.instagram.com/agricola_selvatica?igsh=NTNkaHF1eTNxczlz

Anita Rampon

Buongiorno!
Oggi vi presento Anita Rampon, e il suo mondo di fotografia, ma anche di libri.

anitarampon


✔️ Inizio chiedendole quando è nata la sua passione per la fotografia?
Racconta che la sua passione è nata sin da quando era nella pancia di sua madre: c’erano sempre macchine fotografiche in giro per casa, e spesso suo padre scattava.

“Crescendo, ho iniziato anch’io ad approcciarmi, seguendo solo l’istinto e le emozioni, prima con compatte, poi con analogiche”.

Nel 2012 arriva la sua rima reflex, e da qui la sua passione si è sempre più ingigantita.
Poco dopo un’amica le chiede di provare a scattare le foto ad un matrimonio, i risultati son stati sorprendenti e cosi si è iscritta a qualche corso: negli anni ne ha frequentati diversi, anche all’estero e su diversi argomenti.

anitarampon


✔️ Curiosando tra le sue foto, possiamo notare che ama molto gli autoritratti.
Mi racconta che fotografare se stessa è un qualcosa che la guarisce ogni volta e che ama fare.
“Ogni cosa che mi provoca una sensazione, che mi stupisce, la fotografo”.

anitarampon


✔️ Le domano che tipo di servizi fotografici realizza.
Dopo gli autoritratti, si dedica anche a fotografare i bambini e le famiglie, soprattutto al tramonto; realizza set a tema per famiglie, ma anche still life e cibo.

“Di base, ogni proposta che mi fanno o mi viene, la valuto sempre e cerco di mettermi sempre in gioco”.

anitarampon


✔️ Ma sempre curiosando tra le sue foto, possiamo trovare il progetto #PHositiva.
Racconta che è nato durante il lockdown, periodo orrendo per il mondo, ma per lei nella sua piccola casa, un periodo meraviglioso, in cui ha potuto dedicarsi a se stessa e alla sua creatività.
Su instragam ha proposto una serie di temi, su cui costruire foto e condividerle on line grazie all’hashtag.
Le ha dato tante soddisfazioni, ma con l’andare degli anni si è un po’ perso.
Ma ha utilizzato lo stesso nome per un suo progetto fotografico, dedicato totalmente al suo corpo nudo.
Racconta come è nato tutto: nasce un pomeriggio di sole in cortile, con un set improvvisato, un cavalletto con la reflex, e lei, nuda.

“Una serie di scatti per riappropriarmi del mio corpo, con cui non sono sempre andata d’accordo”: pieghe, smagliature, curve.

Quelle che spesso vengono chiamate difetti e imperfezioni, si trasformano in particolari che la arricchiscono e abbelliscono.
“Mi accorgo di avere un corpo che posso amare, che non ha problemi e che è degno del mio rispetto”.
Un corpo normale ritratto, perché c’è un bisogno viscerale di rappresentazione di corpi normali.

anitarampon


✔️ Ma oltre a far la fotografa, fa parte anche di un’associazione, le chiedo di raccontarci.
Ha una Cooperativa sociale in cui è Vicepresidente e che ha fondato insieme ad altri professionisti nel 2011.
Cooperativa che si occupa di: supporto didattico per bambini e ragazzi, servizi extra scolastici nelle scuole, mediazione sociale, supporto psicologico, laboratori creativi e corsi, animazione e tanto altro.
E lei si occupa della gestione di attività educative e artistiche per la scuola primaria.
Si chiama Giravolta, e la possiamo seguire sia su Fb che Ig, e il sito è: http://www.giravolta.org.

anitarampon


✔️ Ma bisogna anche raccontare della sua passione per la lettura.
Da luglio 2022 ha ricominciato con la lettura e ha lanciato una sfida di lettura insieme a Mondadori Carpi (vi avevo condiviso già qualcosa nelle storie del blog, ma tornerò super volentieri a farlo).
Questo è il secondo anno in cui la propongono, dopo la scorsa edizione andata super bene: ci sono 12 temi, 24 libri da leggere, due per ogni tema.

“Adoro davvero fare queste iniziative!”.

anitarampon


→ Vi lascio i suoi riferimenti per curiosare tra le sue foto, e le sue letture:
Email anita.rampon@gmail.com
Ig @kina.photography
Ig @anitatrailibri

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