Buonasera!!!
Oggi per la nostra rubrica “Donne e Libri”, Alessia ci parlerà del romanzo “L’astronauta dal cuore di stagno” di Massimo Algarotti.

Vi lascio alle sue parole.
Nella vita di un lettore ci sono momenti in cui diventa difficile scrivere una recensione.
Difficile non perché manchino le parole, anzi, forse ce ne sono talmente tante che vi è la primordiale necessità di saperle scegliere con cura.
Prima di leggere il nuovo libro di Massimo Algarotti intitolato «L’astronauta dal cuore di stagno», ho passato alcuni giorni a interrogarmi sulla scelta dell’immagine di copertina: una boccia di vetro piena d’acqua tristemente vuota.
Subito mi sono chiesta dove fosse finito il pesciolino rosso che di solito ci dovrebbe nuotare dentro, e sono stata colta da un terribile presentimento.
Pagina dopo pagina ho capito che quella boccia di vetro vuota un tempo era stata piena di vita, un ventre materno giovane e caldo in cui vi si era cullata per mesi la piccola Zoe prima che una tragica fatalità le impedisse di venire al mondo viva.
Zoe, proprio come un pesciolino rosso saltato fuori dall’acqua smette di respirare gettando nel baratro della disperazione la madre Aleida.
La morte di un figlio nel giorno esatto in cui dovrebbe nascere è un evento talmente straziante che chiunque sarà costretto a portane in eterno le cicatrici.
Un libro “difficile” che mi ha messo a dura prova, tanto che in alcuni punti ho temuto di non riuscire a procedere nella lettura.
Una storia che pur parlando di morte, lascia aperte le porte alla speranza, perché una madre resta pur sempre tale anche se a separarla da suo figlio ci si mette di mezzo il cielo.
Dedico questo libro a tutte quelle mamme che hanno perduto il loro figlio al momento del parto, includendo anche i casi di aborto spontaneo o terapeutico. Un mio pensiero va anche a tutte quelle donne che purtroppo non potranno mai accarezzare il sogno di una maternità di pancia.
Complimenti a Massimo Algarotti che con questo suo scritto è riuscito di gran lunga superare le mie aspettative.
È raro incontrare uno scrittore che non ha paura di fare i conti con il proprio lato femminile e quando questo accade il tutto diventa autentica magia.




























