Risultato al Test Ayurvedico

{Donne e B e n e s s e r e}
Articolo scritto da Giulia Di Leo

Eccoci qui, con il risultato del test Ayurvedico. 

La prevalenza di risposte A, B o C, altro non starà ad indicare che la prevalenza di determinati elementi – tra aria, fuoco, acqua ed etere – nel nostro organismo.

Potremmo avere una netta prevalenza di risposte A, B o C oppure potrebbe darsi che due tipologie di risposte quasi si equivalgano; in questo caso la vostra costituzione sarà mista.

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🔸 PREVALENZA DI RISPOSTE “A”: costituzione VATA – prevalgono gli elementi ARIA ed ETERE

Fisicamente si presenta come una persona molto alta o molto bassa, esile, con ossa sporgenti e poca massa muscolare. Di carattere è instabile e volubile, è incostante ma si adatta molto bene al cambiamento. Ama viaggiare. È una persona creativa che apprende velocemente ma dimentica altrettanto velocemente.
Conduce una vita molto attiva, quasi frenetica; parla a raffica, cammina correndo. Questa sua costante accelerazione consuma molta energia e per questo la persona Vata si ritrova spesso stanca. Dorme poco, con sonno disturbato.
Teme il freddo, tende ad avere disturbi intestinali, secchezza della pelle, dolori articolari, mal di denti ed un livello energetico altalenante. A livello emotivo tende all’ansia, al nervosismo e all’instabilità.

⇢ CONSIGLI DI BENESSERE PER VATA: il fattore fondamentale per pacificare Vata è la regolarità. È quindi importante trovare e mantenere una routine quotidiana (pasti con orari e quantità regolari, sonno e risveglio ad orari regolari), rilassarsi regolarmente, fare yoga, meditazione e passeggiate in campagna sotto il sole, fare dei bagni caldi. Nell’alimentazione bisogna favorire cibi caldi ed in brodo così come bevande calde. Spezie consigliate: coriandolo, cardamomo, zenzero, cannella e peperoncino.

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🔸 PREVALENZA RISPOSTE “B”: costituzione PITTA – prevalgono gli elementi FUOCO ed ACQUA

Fisicamente si presenta di dimensione “media”, né troppo alto né troppo basso, né magro né grasso. Possiede una buona massa muscolare che rimane naturalmente tonica. Di carattere è forte e deciso con tendenza alla leadership e ha un atteggiamento competitivo. È molto intelligente ma anche ipercritico e tendente all’ira.
Ama l’arte, la cultura, la politica; non si rilassa facilmente, la sua testa è sempre in funzione; non stacca mai. Ha sempre fame e necessità di mangiare spesso. Dorme bene ma non troppo a lungo.
Suda molto e preferisce il clima freddo; tende a soffrire di bruciore di stomaco, allergie, psoriasi, infiammazioni alle ghiandole come fegato e pancreas.  A livello emotivo tende alla rabbia, alla gelosia e al desiderio di primeggiare che può sfociare in controllo e manipolazione.

⇢ CONSIGLI DI BENESSERE PER PITTA: è necessario pacificare energia ed emozioni. Per farlo sarebbe importante fare massaggi con oli rinfrescanti (olio di cocco), fare passeggiate nei boschi o all’ombra, evitare il sole, fare bagni con acqua fresca e come attività fisica favorire il nuoto. Riguardo l’alimentazione è preferibile fare 4 piccoli pasti al giorno preferendo cibi freddi e crudi. Non dovrebbe consumare troppa carne, cibi piccanti, salati, aglio e cipolla.

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🔸 PREVALENZA RISPOSTE “C”: costituzione KAPHA – prevalgono gli elementi ACQUA e TERRA

È di corporatura robusta, non necessariamente sovrappeso ma con ossatura lunga e pesante. Generalmente ha gli occhi chiari. Caratterialmente non cambia idea facilmente e ha bisogno dei suoi ritmi. Apprende lentamente ma una volta imparato non dimentica più. È una persona timida e riservata ed è molto fedele.
È calmo e rilassato, costante e affidabile, ama la regolarità, è metodico, per questo non si adatta bene al cambiamento e viaggia poco volentieri. Generalmente non ha molto appetito, non mangia tanto ma ha un metabolismo lento e tende ad ingrassare. Dorme profondamente e a lungo.
Soffre di aumento di peso, ritenzione idrica, cellulite e gonfiore. Tende a sviluppare cisti, lipomi e tumori benigni. A livello emotivo tende alla timidezza, alla letargia e all’avidità.

⇢ CONSIGLI DI BENESSERE PER KAPHA: il fattore chiave è la stimolazione per controbilanciare l’inerzia e la stabilità che alla fine possono trasformarsi in rigidità. È quindi consigliato ascoltare musica vivace, imparare cose nuove, uscire dalla solita routine, cercare compagnie stimolanti. Per quanto riguarda l’alimentazione deve ì cercare di non mangiare troppo o di consumare cibi troppo pesanti. Potrebbe essere utile ogni tanto saltare un pasto. È preferibile ridurre il consumo di cereali, i condimenti e le sostanze grasse.

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Malgorzata Chodakowska

{Donne e Arte}
Articolo scritto da Carla Ferraris

L’acqua come anima del corpo femminile.

MalgorzataChodakowska

Małgorzata Chodakowska è una scultrice contemporanea nata e cresciuta in Polonia , a Łódź , dove ha frequentato la Scuola Secondaria di Belle Arti. Nel 1985 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Varsavia studiando scultura.Tre anni dopo si trasferisce all’Accademia di arti visive di Vienna, proseguendo gli studi.
Ha vinto numerosi premi internazionali di scultura ed è anche candidata membro onorario dell’International Art Academy di Volos, in Grecia.
Dal 1991 Chodakowska vive con il marito a Dresda e lavora come scultrice freelance. Nello stesso anno è anche entrata a far parte dell’Associazione degli artisti sassoni (Sächsische Künstlerbund ).

Insieme al marito ha acquistato e avviato una fattoria ed un vigneto nella parte orientale della città a Pillnitz vicino all’omonimo castello; la fattoria è diventata la nuova casa e sede commerciale della coppia, mentre la vigna fa da sfondo ad alcune delle sculture della Chodakowska.
Si tratta di uno spazio espositivo all’aperto sorprendente, anche se forse non convenzionale, in cui trovano collocazione molti dei suoi pezzi, grazie al piccolo vigneto che è curato dal marito. A tal proposito, è doveroso ricordare che alcune immagini delle sue sculture sono immortalate anche sulle bottiglie di vino da loro prodotte.

Ancora studentessa Malgorzata ha colto l’occasione per lavorare con una serie di temi e sperimentare tecniche scultoree diverse. Alla fine ha scelto  di concentrarsi sulle rappresentazioni della forma umana.
Il suo tema  ricorrente è la cosiddetta “Stammfrau” (la “donna archetipica”), principalmente scolpita nel legno per dare una forma a grandezza naturale oppure vagamente più grande.
In genere la scelta cade sul legno di alberi più duri, spesso da alberi da frutto; tiglio, ciliegio, quercia, frassino…
Inizia disegnando il suo progetto con una serie di immagini e l’ausilio di un modello dal vero.
Gli schizzi preparatori vengono poi accostati direttamente sul legno che viene tagliato sommariamente utilizzando un martello e uno scalpello. L’immagine più definita emerge in seguito, con la figura umana e la base a formare un blocco unico.

Durante il suo primo periodo l’artista ha lasciato le sue figure come semplici immagini di legno neutro. Col tempo ha poi sviluppato un apprezzamento per il colore appena accennato che ricorda la pelle umana, così che le sue immagini più recenti sono parzialmente rivestite con gli acrilici. Un accento particolare è solitamente posto sul viso e sugli abiti.§
Malgorzata spiega la sua preferenza del legno per la scultura perché questo materiale “comunica calore. È particolarmente adatto a rappresentare le persone”.  Il legno, con la sua struttura, richiamerebbe alla mente i tendini e le vene del corpo umano.
L’artista ha tuttavia sperimentato tantissime tecniche e materiali differenti.

Durante gli anni ’90, ad esempio, ha lavorato con latta e vetro, in particolare con la sua figura “Tänzerin” (“Ragazza che balla”, 1993) e “Liebespaar” (“Lovers”, 1994) che combinano questi due elementi con indiscussa maestria.
Lei stessa afferma che l’ispirazione per la sua scultura viene dal viaggio.
Una visita in Portogallo avrebbe ispirato la sua scultura in legno di quercia “Portugiesischer Schönling” (“Piccola bellezza portoghese” ). Un altro viaggio in Egitto le avrebbe permesso di cimentarsi nei suoi lavori con l’oro.
Visitando la Cambogia è stata ispirata dai ballerini Khmer che, dice,  “rivelavano l’incarnazione del bene e del male legati insieme in estatico unisono”.

Il lavoro di Małgorzata Chodakowska è ormai conclamato alla critica contemporanea e riconosciuto dal mercato internazionale. Dal 2005 ha conservato le sue sculture in legno, esponendole nella vigna di famiglia e vendendo solo le fusioni in bronzo da esse prodotte.
Una particolarità sono le sue cosiddette “sculture d’acqua” o “figure di fontana” che combinano la figura umana con una fontana. Femminilità e leggiadria spesso sono protagoniste di queste opere.
Le forme che crea catalizzano l’attenzione dell’occhio per purezza e armonia espressive.
Le Fontane concretizzano il concetto di completezza dei materiali. Infatti qui l’acqua non è un elemento complementare rispetto all’opera, ma c’è compenetrazione nella figura e l’effetto produce forme quasi spirituali.
Chodakowska lavora sul corpo umano rendendolo armonico, fluido nei movimenti suggeriti, oppure statico e in posizioni quasi austere.
La scultura è completata dai flutti d’acqua che fluiscono a volte come singole gocce, altre volte come fiotti energici.
L’acqua è da sempre stata il fulcro di tutte le attività umane e ha avuto un forte valore simbolico.
Gli uomini hanno sempre guardato all’acqua con occhi pieni di meraviglia, tanto da favorirne attraverso la storia una interpretazione mitologica, nonché religiosa e artistica.

Essa può essere riconosciuta come ispirazione di molti artisti. E’ infatti l’elemento che accomuna correnti artistiche diverse, dall’arte antica a quella moderna.
Questo perché ha il più forte significato simbolico. Infatti l’acqua rappresenta la nascita, simboleggia  il tempo, può alludere alla dimensione del viaggio, oppure essere mezzo di purificazione e di rinascita. Diventa talvolta paradigma di morte; se invece è trattenuta nel suo fluire diviene specchio,  come nel mito di Narciso oppure mezzo di dissolvimento, come per Ophelia…
Nella pittura impressionista l’acqua è spesso rappresentata per la sua capacità di creare giochi di luce.
E pure nelle sculture della Chodakowska questi giochi luminosi e di trasparenze leggiadre prendono parte alla complessità della scultura finita. Non elemento marginale e decorativo dunque, bensì  coefficiente primario del progetto così come ideato dall’artista.

Carla Ferraris Febbraio 2022

{𝚃𝚎𝚜𝚝𝚘 𝚜𝚘𝚐𝚐𝚎𝚝𝚝𝚘 𝚊 𝙲𝚘𝚙𝚢𝚛𝚒𝚐𝚑𝚝 – 𝙵𝚘𝚗𝚝𝚎 𝚏𝚘𝚝𝚘 𝙿𝚒𝚗𝚝𝚎𝚛𝚎𝚜𝚝}

Links:
Małgorzata Chodakowska

http://www.skulptur-chodakowska.de/de/startseite/

Carla Ferraris
https://lachipper.com

MałgorzataChodakowska
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Bic Indolor

Buonasera!
Oggi vi presento Anna e Bic Indolor.

bicindolor

✔️ Le domando subito quando è nata la sua passione per questo meraviglioso mondo.
Racconta che disegna da sempre, ma non avrebbe mai pensato che diventasse il suo scopo di vita.
Si è iscritta all’Accademia di Belle Arti, per continuare un percorso che fosse coerente con quello intrapreso al liceo. E dopo momenti di sconforto, ha capito che disegnare poteva essere il miglior modo per affrontare la vita: “prendere un quaderno e riversarci sopra tutti i pensieri”.
E data la sua grande passione per il mondo dell’infanzia e della fiaba, ha iniziato a trasformare la vita reale, “creando il mio universo parallelo di orsetti, galline, uccelli con le scarpe eccetera”.

✔️ Crea illustrazioni, ceramiche e disegni per tessuti, quindi le chiedo se riesce a far “interagire” questi tre mondi.
Mi racconta che nella vita è una textile designer, professione che la sostenta a livello materiale; le ceramiche e le illustrazioni sono la sua passione o possiamo dire anche secondo lavoro notturno.
Disegna, modellazione, creazione di grafiche, locandine per eventi, ossia lo “scopo” finale della produzione. Le piace passare da una tecnica all’altra per non annoiarsi.
“Se un giorno sono particolarmente ispirata, modello una tigre in ceramica, ma magari il giorno dopo ne uso le forme o le espressioni per creare il personaggio di un’illustrazione. Sono una persona umorale, se non si fosse capito”.

✔️ Non posso che chiederle della scelta del nome: Bic Indolor.
Mi dice subito che è la domanda che preferisce.
Il suo nome è Anna Canavesi, e lo ha sempre trovato un po’ semplice, “poco rappresentativo di una qualsiasi produzione artistica”. Quindi ha deciso di cercarsi uno pseudonimo.
Bic Indolor è la manipolazione di uno spot degli anni ’80, che in tanti conoscerete: “Pic Indolor, già fatto?”, dove una bambina con le trecce bionde è preoccupata, quando la voce fuori campo esclama “Fatto!”, allora lei risponde stupita “Già fatto?”. E così finisce lo spot.

“A guardarle oggi, quelle siringhe mi danno l’impressione di essere tutto tranne che indolori, ma il concetto è ben espresso: guarire senza dolore, alleviare le pene e le preoccupazioni. Ho deciso di prendermi questo nome in un periodo in cui disegnavo tantissimo a penna Bic, riempiendo tavole enormi con campiture infinite di tratteggi incrociati. La penna è il mio mezzo per stare bene, guarisco con i disegni”.

✔️ Proseguo chiedendole dove trova ispirazione quando crea.
Racconta che di solito si appunta situazione che le accadono durante il giorno, discorsi che sente in ufficio, confidenze di amici, eventi di cui legge sul giornale, o estrapola citazioni da libri o film.
“Ridisegno i sogni, ma capita di rado”.

➡️ Non mi resta che chiederle dove potremo trovare le sue creazioni.
La possiamo sempre trovare al Sabato di Lambrate, evento a cadenza mensile, organizzato da Irene e Andrea di Redroom Store, negozio minuscolo ma stupendo nel quartiere di Lambrate a Milano.
E per loro realizza da quattro anni le locandine dell’evento.

“Dato che però sono un po’ vagabonda e mi piace partecipare ad eventi o mercati in base a come gira il vento, senza grande coerenza, suggerirei a chi fosse interessato di seguire la mia pagina Instagram o di iscriversi alla newsletter sul mio sito. Non sono invadente, ogni tanto sponsorizzo eventi carini o semplicemente racconto cose”.
Instagram @bicindolor
https://www.bicindolor.com/keep-in-touch

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