{Donne e B e n e s s e r e}
Questo mese l’articolo è stato scritto da Laura Voltolina.
Nell’articolo precedente Giulia Di Leo ci ha parlato dei Mudra, ed ora ne vedremo alcuni.
1- Anjali Mudra
Significato Gesto dell’Offerta
Uniamo i polpastrelli delle dita davanti al cuore, piano, senza schiacciare troppo, poi le dite e i palmi.
Manteniamo le spalle rilassate.
Se utilizziamo la giusta tonicità, percepiremo la chiusura del circuito elettrico del canale del cuore.
Tra un palmo e l’altro c’è uno spazio microscopico ma denso, e se saliamo con l’ascolto lungo le braccia, potremo percepire lo spazio potente e dolce del cuore.
Presenza al centro: mano destra e mano sinistra unite al centro, uniscono passato/futuro, uniscono maschile/femminile.
Amo questo Mudra soprattutto perché è un gesto di presenza; in larghissima parte del mondo è un gesto di saluto: e quando salutiamo qualcuno, stiamo dicendo ‘sono qui, adesso, sono presente per te’.
In alcuni luoghi nel mondo, è un gesto di preghiera: è un gesto intensissimo nella sua semplicità.Lo possiamo praticare seduti o in piedi; chi invece pratica Asana (Hatha Yoga), lo troverà a incorporato anche , ad esempio, in Vrksasana (la posizione dell’albero).
Ha moltissimi benefici: parla dell’offerta.
Dell’offerta di sé, presenza, conduce a centrarsi e come capita sempre quando siamo “focalizzati” su noi stessi, l’ansia si dilegua.
È un gesto di disponibilità, a se stessi e al mondo.


2- Prithvi Mudra
Il Sigillo della Terra.
Ci mettiamo seduti comodamente, le mani sono appoggiate con i palmi verso il cielo; anulari e pollici si toccano, e le altre dita restano allungate (non tese, non allungate, semplicemente allungate).
Come ogni Mudra, cosa fondamentale è la qualità dell’attenzione che si sviluppa; si chiudono i circuiti elettrici, si contattano qualità sottili.
Si chiama così perché è dedicato all’energia di Prithvi (la Terra), la nostra energia fondante.
Aiuta a raccogliere le energie che ci sostengono: la connessione con la vitalità, con le nostre potenzialità, il contatto con la forza vitale, la stabilità, e la sicurezza.
Richiamiamo tutte le qualità della Terra, compresa la forza dei tessuti del nostro apparato muscolo scheletrico.
“Con una buona energia vitale la qualità del nostro cammino nel quotidiano diventa più intensa, colorata e bella”.

3 – Ganesha Mudra
Questo Mudra per me è stato una vera scoperta: è potente e dolce allo stesso tempo.
Seduti nella nostra postura felice, partendo da Anjali Mudra, ruotiamo i palmi delle mani uno sull’altro, in senso opposto (orario una mano, antiorario l’altra), finché le dita di una mano non sfiorano l’interno del polso dell’altra: polsi, mani e spalle si trovano in un’unica parallela a terra.
Agganciamo le dita di una mano alle dite dell’altra: cos’ ci troveremo coi pollici all’esterno della presa, uno rivolto al cielo e l’altro alla terra.
È importante, per sentire bene l’elettricità che scorre, che le spalle e le mandibole siano ben rilassate.
“Ci si accorge che per tenere il Mudra è sufficiente pochissima forza: infatti, dopo qualche respiro, il Sigillo ‘sta’ da sé, e quando questo accade, è facile che lo stato meditativo sorga spontaneamente”.
E vi consiglio anche, quando lo desiderate, a un certo punto di girare le mani nell’altro senso: le sensazioni cambiano. Anche perché abbiamo la tendenza naturale ad iniziare nella modalità che ci risulta più semplice ed immediata. Ma è anche interessante scoprire cosa c’è nel lato “nascosto”, la “zona ombra” della nostra psiche.
Questo Mudra è dedicato a Ganesha, invocato per rimuovere gli ostacoli, infatti in questo gesto si trasmette una grande quiete, il senso di solidità della pressa e il respiro del cuore.

4 – Abhaya Mudra
il Sigillo che scaccia la Paura.
Questo Mudra non scaccia la causa della paura, ma dissolve la paura-paura.
Scaccia la paura disfunzionale, ossia quella paura che quando ci abita e diventa enorme, travalica la valutazione dei dati reali.
Per iniziare a comprenderlo, richiamo un’immagine nota a molti: avete presente il modo di salutare le folle della Regina Elisabetta?

Perché il palmo della mano rivolto in avanti, quando si incontra qualcuno, che sia una folla sconfinata – come nel caso dell’icona inglese – o uno sparuto gruppetto di pochi individui, dice, al di là delle differenze linguistiche, ‘Hey, sono qui, vengo in pace’.
È anche un segnale di Stop, come ci insegnano i vigili urbani.
Questa è la potenza di questo Mudra, che sta nell’unire un movimento connaturato all’umanità da sempre, tant’è che è una delle modalità più diffuse per raffigurare il divino, con il senso di protezione e di crescita.
Le mani stoppano, le mani fermano, le mani accolgono. Le mani sanno tutto.
Seduti nella nostra postura felice, la mano sinistra in grembo con il palmo verso l’alto, il dorso della mano destra inizialmente in appoggio sul palmo sinistro, poi quando sentiamo di muoverci, il braccio destro inizia a ruotare, mantenendo gomito e spalla rilassata, fin quando il palmo della mano destra non è rivolto in avanti, o all’altezza del viso o della spalla destra.
Importante mantenere spalle e mandibole rilassate.
Come mi suggeriva la mia Maestra tanto tempo fa, visualizzare il palmo destro come fosse uno specchio, sul quale si riflette la nostra paura, proiettandola fuori dai confini dell’Universo
“Possiamo integrare il Mudra con il respiro e visualizzare ad ogni inspiro una luce che dall’universo scende in noi e ad ogni espiro esce attraverso il palmo della mano destra, distruggendo la nostra paura”.
Anche se non abbiamo inclinazione per la visualizzazione non ha importa: Abhaya Mudra è così ‘congenito’ in noi che basta ascoltare il proprio respiro e mantenerlo finché il nostro stato d’animo non sarà quieto, e la paura scomparsa.
La meditazione può proseguire anche restando nel Mudra, finché è comodo, finché è piacevole.


🔺 E super Spoiler: a Gennaio organizzeremo una diretta in cui faremo due chiacchiere sui Mudra. A breve tutte le info!!!







