Sarah Moon

[D o n n e  E  F o t o g r a f i a]

Buongiorno!
Oggi vi parlerò di Sarah Moon, una delle più famose fotografe contemporanee, che con la sua carriera nella fotografia di moda e il suo lavoro artistico personale, ha creato un suo stile unico avvolto in un’atmosfera eterea e pittorica.

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Nasce in Francia, ma quando i nazisti arrivarono a Parigi, con la famiglia di origini ebraiche, si dovette trasferire in Inghilterra.
Proprio qui dopo aver studiato disegno, inizia a lavorare come modella di moda tra Londra e Parigi (con il nome Marielle Hadengue), e nel tempo libero scopre la passione per la fotografia.

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Negli anni ha creato il look pubblicitario per case di moda come Chanel, Cacharel e Come des Garçon; ma gradualmente iniziò ad abbandonare questo tipo di lavoro, per dedicarsi alla ricerca personale
Ha girato diversi film, alcuni dedicati anche ad importanti fotografi, e ha vinto anche molti premi.
La sua fotografia è alla ricerca del “momento sfuggente”, alle volte malinconico e macabro, ma sempre dinamico.

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Legata alla fotografia tradizionale a pellicola a colori e in bianco e nero, e realizza la maggior parte delle foto con una Polaroid con pellicole 665. Coi colori ci parla di emozioni, ci racconta delle storie. Con il bianco e nero ci fa sognare e tornare indietro nel tempo.
Anche le fotografie più definite vengono poi “rovinate” modificando il negativo fotografico: come fosse una fuga dalla realtà. Per la Moon vita e morte di intrecciano, la bellezza si mescola con la malinconia, cercare l’imperfezione per trovare l’emotività.

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🔸La conoscevate?
🔸Cosa pensate del suo stile?

Articolo scritto da Roberta Ciapparelli
Fonte foto Pinterest

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Calliphora

Buongiorno!!!
Oggi vi presento Michela, e il suo brand Calliphora.

calliphora

✔️ Parto subito chiedendole perché la scelta del nome Calliphora.
Racconta che ha scelto questo nome per un libro, letto quando era ragazza, un’estate al mare con sua nonna.
Ha preso spunto dal titolo del libro promettendosi che se avesse mai aperto una sua attività, le avrebbe dato proprio quel nome. “Trovo sia un nome elegante dal suono un po’ romantico”.
E poi qualche anno dopo, quando stava aprendo la sua attività, una sua amica le disse che Calliphora significa “portatore di bellezza”: “káilos” è bellezza, e il tema “phérein” portare.

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✔️ Le chiedo quando è nata la sua passione per questo mondo.
Ha fatto alcuni lavori totalmente differenti tra loro, grazie ai quali ha potuto mettere via qualche soldo, e proprio in quegli anni divisa tra lavori part time e “una voglia incessante di trovare il mio posto nel mondo, ho sento l’esigenza di costruire un mondo mio che abbracciasse artigianato, tradizione e qualità”.
Con l’amore e la passione per l’artigianato, nel 2017 decide di lasciare un posto fisso per dar vita al suo progetto “Calliphora”, “un brand in evoluzione che si prefigge di far rinascere il fatto a mano”.
Il suo brand è nato tra le mura di casa, alimentato dai suoi sogni e “dalla voglia di far crescere la mia fame di conoscenza per il settore della pelletteria”.
Racconta che è entrata in questo mondo in maniera del tutto casuale, sentiva che questo antico mestiere l’attirava a se come una calamità, “più lavoravo con i pellami più sentivo la necessità di specializzarmi, arricchire le mie conoscenze e capacità”.

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✔️ Le domando quando ha deciso di aprire il suo laboratorio.
Come accennato prima inizialmente il suo laboratorio era tra le mura di casa e dopo tre anni, nel dicembre del 2019 ha preso la decisione di puntare su se stessa, credere nel suo lavoro e uscire dalle mura di casa e dar così vita alla sua realtà con un laboratorio e un punto vendita fisico.
E così si trasferì nel suo laboratorio nel centro di Lucca.

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✔️ Quindi le domando di raccontarci anche bene quel che realizza, e con che materiali.
Racconta che realizza accessori unici utilizzando tessuti di cotone biologico e vera pelle di vacchetta a concia vegetale, materiali scelti accuratamente e con intensa ricerca, provenienti tutti dal nostro territorio.

“La selezione dei materiali, il controllo della loro qualità, i colori tipici e i profumi del cuoio, spesso sono proprio la spinta necessaria che mi portano a realizzare un determinato modello.

Lo stile Calliphora è per tutti coloro in cerca di un oggetto artigianale originale, dal design inconfondibile e di qualità”.

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→ Le chiedo dove possiamo trovare le sue creazioni.
Nella sua bottega in Via Busdraghi 19, nel centro storico di Lucca.
E anche sul suo sito: http://www.calliphora-bags.it
Instagram @calliphora_bags

Il Tempio della Sibilla

Buonsera!
Oggi vi presento Chandani Alesiani, e leggete tutta fino in fondo questa intervista, perché credo che quel che faccia, soprattutto per le donne, sia qualcosa di meraviglioso.
(Le foto di questo post sono state scattate da Giui Russo)

Iltempiodellasibilla


✔️ Leggendo la sua Bio, possiamo leggere che è un “Embodiment Guide”, quindi le chiedo di raccontarci un po’.
Racconta che la parola “Emodiment” tradotto significa incarnazione, incorporazione, ma ci riporta anche ad un’antichissima pratica con la quale “si tirava giù la luna”, divenendo un tramite, un vessillo del sacro e del divino.

“Già questo potrebbe darci qualche indicazione o solleticare la nostra intuizione ma, personalmente, questa parola, a mio pare talismanica, assume molti altri significati e riesce a cogliere perfettamente, come in un fermo immagine, l’essenza del mio lavoro e l’intento radice che lo muove”.

Quel che fa è proprio questo: invitarci ad Essere Corpo, ad abitarlo pienamente, autenticamente, nella sua saggezza, memoria, primordiale sacralità, nel suo innato potere.
“Ti guido a disseppellire i suoi tesori nascosti, penetrare i suoi misteri, re-imparare il suo linguaggio madre”.
Crea spazio dove il corpo possa tornare ad essere per noi una chiave, un portale, uno spazio dove il corpo sia lo specchio attraverso il quale vedersi, conoscersi, scoprirsi.
Una mappa per liberare ed intensificare il nostro potenziale espressivo e manifestarsi appieno in quello che siamo e vogliamo diventare.

“Sposando questo motore e il desiderio di promuovere una Spiritualità Incarnata e senza strappi, senza separazioni tra corpo ed anima, sesso e spirito, il mistico e l’erotico, amo “mettere in campo” tutti gli strumenti che mi permettono di agire un tale coinvolgimento e quindi un trasporto integro, che tocca tutti i livelli dell’essere”.
I suoi strumenti sono il breathwork, il movimento cosciente, la danza rituale, meditazioni dinamiche, il teatro, il tantra, e diversi rituali e pratiche che ha appreso nel tempo e ripassate momento per momento.

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✔️ Le ho domandata quando è nata la tua passione per questo “mondo”?
“Può sembrare assurdo, lo so, ma la verità è che la mia passione, il mio fuoco, sono nati nella cenere, tra le braci di qualcosa che avevo ridotto ad un mucchio di polvere ed ossa”.
Racconta che per molto tempo si è sentita una completa estranea dentro il suo corpo: lo percepiva come una gabbia, un freno, una scatola chiusa, e cosi di riflesso le veniva naturale armarsi, rivoltarsi contro di lui, e “poi cercare ogni scusa, ogni occasione per tagliare quel filo, quel cordone ombelicale, per sbarazzarmi del fastidio di sentirmi dentro qualcosa che credevo non mi appartenesse”.

Finché è arrivato il momento in cui si è accorta che non poteva continuare così, che per quanto fosse sfidante, non avrebbe mai cambiato nulla se prima non si fosse portata proprio dove non voleva, proprio da dove voleva scappare.
Ha iniziato così dei percorsi che includevano un lavoro intenso, profondo sul corpo, ma che sapevo che mi avrebbe messo a stretto contatto con tutta la verità che proprio il corpo aveva da dirle. E ha così invertito la rotta.

“Quello che ho trovato ad aspettarmi era molto di più di quello che avrei immaginato, è stato un crocicchio, una soglia iniziatica. È stato l’inizio di una vera curanderia dell’anima, di un processo di autenticazione, di riscoperta, di espansione, catarsi, rapimento, un processo che, da quando è iniziato, non si è mai concluso”.

Da qui nata la sua passione, e così anche la voglia di condividere qualcosa che aveva provato sulla sua pelle e che sapeva potesse essere trasformativo, alimentare, impoterante.
“È stato amore, un amore folgorante, e quell’amore si riaccende ogni volta che assisto ai cambiamenti e ai risvegli che avvengono nelle persone che scelgono di lavorare con me”.

☆ “So che potrei aggiungere tanto altro, in risposta a questa domanda, ma se dovessi sintetizzare, in poche parole, il quando è nata la mia passione per questo mondo sarebbe: quando mi sono resa conto di quanto potesse fare il giro del nostro mondo (intimo e personale), per rivoluzionarlo e invitarlo a ballare!”.

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✔️ Le chiedo perché ha deciso di trasmettere tutto questo alle donne?
In realtà racconta che lavora sia con le donne che con gli uomini, anche se le donne sono in maggioranza, ed è per questo che ha decido di creare e dedicarsi ai percorsi tutti al femminile.

“La principale ragione, invece, per cui ho sentito di trasmettere alle donne tutto questo è una sola: LA LIBERTÀ. Potrà sembrare scontato ma è questa la mia forza propulsiva”.

Racconta che spesso le donne si ritrovano a fare i conti con una libertà che gli è stata strappata di dosso, a più riprese, a volte silenziosamente, in modo subdolo, sottile ma anche dannatamente evidente. Ma nulla è più sacro e vitale di quella libertà.
Prima o poi arriva il momento in cui si trova il coraggio di rivendicarla, di rianimarla, rimembrarla e ricostruirla, “a mani nude, a voce alta, pezzo dopo pezzo, con i sensi svegli e l’anima fiera. Nel farlo torni ad appartenerti, a riconoscere ciò che è sacro di te e per te”.
Riscaldi il tuo antico potere, in-canti le ossa, riassorbi il fuoco nel sangue, torni a sentirti tempio nel corpo, sviluppi la tua voce.
Nel farlo riprendi in mano il tuo diritto al piacere, tiri a lucido l’istinto, ti fai complice le tue forze di selva, impari a camminare la verità.
Nel farlo ti incontri…dove più bruci, dove più senti, dove più ti sei dentro, dove più ti scegli, dove più torni a farti intera, completa, amata e amante di chi sei davvero!
Ecco perché ho sempre sentito, in maniera viscerale, di toccare nei miei percorsi quegli Aspetti e Archetipi legati al Femminile che ci hanno sempre convinto a credere sbagliati, pericolosi e dannanti. 

Dice che per lei la libertà, passa anche da lì: andare a far visita a ciò che è stato relegato nell’ombra, rinunciare alla perfezione, ri-sacralizzare quello che è stato definito eretico, profano, a volte blasfemo.
Passa dal restituirci quello che ci è stato proibito, dal permetterci di sentire ed esprimere l’intero spettro delle nostre emozioni, nessuna esclusa, piuttosto che maledire e silenziare quelle più scomode e ingombranti.
Ma passa anche dall’abbracciare quel mondo, mutevole e metamorfico, che scopre ogni nostra espressione, nelle sue contratture, e nelle espansioni, nelle sue morti come nelle nascite, nei suoi picchi di estasi e bellezza come nelle discese negli inferi.

“La tua libertà passa dall’ESSERE TUTTO, dall’ESSERE TUTTA e quello che faccio porta con sé l’intento di rendere questo possibile e di farne una sfolgorante realtà o, come direbbe Alda Merini, un “vestito incandescente”!”.

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✔️ Le chiedo di parlarci dei suoi “servizi”?
C’è la consulenza individuale “Athamé”; il percorso “In My Temple”, percorso individuale e personalizzato, che comprende più sessioni e che crea su misura, “perché possa aderire alla tua pelle e tenere traccia di come sei, di dove sei e di cosa può esserti di maggior supporto, in questo momento, per dipanare nodi, riprendere in mano il tuo potere, tornare a viverti eroticamente o lavorare su aspetti che ti stanno particolarmente a cuore”.

C’è “InWild: incarnare il Femminino Selvaggio”: un viaggio della durata di tre mesi, nel fitto dei nostri boschi e sottoboschi, attraverso gli Archetipi e Divinità, come la Serpentessa, Medusa, Lilith, l’Amazzone e la Menade.
un viaggio che porta al risveglio della nostra essenza femminile, nella sapiente selvatichezza, e nel recupero di quella dimensione istintuale, tribale, carnale, intuitiva, creativa, e intensamente erotica, che crea lo spazio per liberare la nostra espressione e tornare ad essere natura, “la TUA NATURA, con tutto quello che questa sola parola comprende ed evoca”.

“Embody your Enchantress”, che ha lo stesso arco di tempo di InWild, ma al centro del cerchio c’è la nostra Incantatrice, nei suoi tanti volti, nelle sfumature e metamorfosi.
“Sono molto legata a questo percorso e non soltanto per via dei risvolti, dei riverberi e delle condivisioni di chi lo ha intrapreso e che ne sottolineano il valore ma perché è un vivo ritorno alle origini, alla matrice, un ritorno ad uno stato nativo dell’essere ma anche del sacro e del magico”.
L’Incantatrice rappresenta il punto di unione tra la nostra parte di Strega e di Amante, tra il Rosso e il Nero, Eros e Magia, la nostra Medicina e il nostro Veleno e ancora tanto altro.
È anche un invito a cavalcare forze antiche, primigene, indomabili, forze iniziatiche che ci hanno insegnato a temere e obbligato a nascondere, perché fanno da ponte per ricongiungerci con aspetti del nostro Femminino incredibilmente potenti e impoteranti.

“Aspetti che, guarda il caso, sono stati smembrati, rinnegati, rigettati nel fondo e chiusi a chiave a doppia mandata ma senza i quali, a mio parere, difficilmente potremmo assaporare quel senso di autentica pienezza che ci fa sentire davvero a casa.
Che ci fa sentire complete, dentro la nostra pelle anima”.

Oltre a questi servizi, a cui mi rammenta che tiene davvero tanto, e che tiene soprattutto on line, vanno ad aggiungersi gli eventi dal vivo. Ma non solo!
“Quest’anno, che si sta rivelando davvero rivoluzionario e piuttosto imprevedibile, riserverà altre sorprese e novità. (Il Calderone qui ribolle e se vuoi scoprire per che cosa ti consiglio di “buttarci un occhio” ogni tanto…)”.

→ Ed ecco i suoi riferimenti, per andare a scoprire ancor di più i suoi percorsi, e per poterla seguire:
IG @iltempio_dellasibilla
Fb Il Tempio della Sibilla

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