Gee skateboards

Buongiorno!
Oggi vi presento Giorgia Atzeni e le sue meravigliose creazioni, principalmente stupende tavole da skate, dipinte fantasticamente, ma ora sentiamo un po’ cosa ci racconta.

✔️ Quindi le chiedo subito la scelta di dipingere soprattutto tavole da skate, se è una sua passione.

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Racconta che dipinge tavole da skate quasi per caso, perché durante la pandemia, sistemando casa ha trovato delle tavole da skate, quindi o le buttava o realizzava qualcosa.
E quindi già pittrice a tempo perso, ma senza mai concretizzare qualcosa, ha deciso di provarci: e da allora non ha più smesso.

“Il legno è il mio elemento naturale , dipingere su tavola da skate è diventato un rituale ormai”: prima c’è la levigatura, poi la sgrossatura, e infine l’atto creativo vero e proprio.

Da una parte lo skate fa anche parte della sua storia personale, da adolescente ha vissuto gli anni della cultura street, “ricordo mio fratello di 7 anni più grande di me costruire rampe di legno con i suoi amici, per poter fare i trick su tavola…”.

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✔️ Ma dipinge anche su altri oggetti, ci racconta un po’.
Oggetti di upcycling o riuso creativo: racconta che crede nel fatto che l’arte possa essere veicolo di messaggi importanti, e quindi con l’upcycling si usano molte meno materie prima, si spreca meno energia e si riduce l’inquinamento.
“Attribuisco all’upcycling anche un valore più ‘romantico’, con esso do nuova vita a tavole ormai cadute in disuso, recuperate da soffitte, garage e luoghi dimenticati,  senza stravolgerle, ma onorandone la loro storia passata”.

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✔️ Le domando dove nasce la sua passione per la pittura.
Racconta che ha sempre amato dipingere, che c’è l’ha nel sangue: suo padre disegnava, sopratutto ritratti, suo fratello (quello delle rampe!) è uno street artist a Parigi.
Da piccola disegnava con le matite, ma ha iniziato a dipingere sistematicamente dopo aver vissuto in America e Australia, e viaggiato per mezzo mondo. “Mi sono nutrita della bellezza che mi circondava, e l’ho riportata su tavola!”.

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→ Le chiedo dove possiamo trovare le sue opere.
Alcune opere sono state esposte a Officine Beat, in via degli Equi 29 a Roma, che facevano parte di un progetto ambizioso “che porterà me ed altri artisti ad esporre poi successivamente delle opere inedite in un favoloso hotel di Monti, il Maytale”.
Su instagram @gee_skateboards

Tre Libri per…

Ed ecco il primo post della Rubrica “Tre Libri per…”, realizzata per noi da Morgana Grancia, dove ogni mese ci consiglierà tre libri suddivisi per scrittore, argomento, genere,…non vi resta che seguirci!!!

Questo mese i tre libri scelti sono “per stare in famiglia”.

Eccoli qua:
– “I pesci non hanno gambe” di Jón Kalman Stefánsson
– Nightbitch – Bestia di notte di Rachel Yoder
– 25 di Bernardo Zannoni

E aspettiamo i vostri commenti se avete già letto questi libri, o se li leggerete!!!

Silvia Gestalt Coach

Buongiorno!
Oggi vi presento Silvia Gestalt Coach.

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✔️ Curiosando sul suo profilo, in un post scrive “il viaggio è Terapia”, le chiedo di raccontarci.
Racconta che per lei il viaggio è un’occasione di connessione profonda con i suoi valori, le sue necessità, un momento di respiro e riesce staccare dalla frenesia e dagli automatismi della vita quotidiana.

“Il viaggio ha la magia di convertirti in osservatore della tua vita, vedere la realtà con gli occhi del cuore e, se viaggi con consapevolezza poter ascoltare il tuo corpo e le tue emozioni in ogni momento, poter vivere il tanto ricercato “qui e ora””.

Ha viaggiato molto da sola, e crede nel fatto che l’esperienza del viaggio in solitaria sia una di quelle esperienze che debbano essere fatte almeno una volta nella vita. “Avrei tantissime esperienze da raccontare, ma credo che la più forte e toccante sia stata quando partii per il mio trasferimento di 4 mesi in Irlanda: ricordo il mix di terrore ed eccitazione che mi pervadeva, temevo quel salto nell’ignoto e allo stesso tempo intuivo quanto mi avrebbe cambiata profondamente”.
Racconta che all’inizio non era stato facile adattarsi ad una quotidianità diversa, un clima diverso, un linguaggio diverso, immergersi su una nuova cultura: ogni giornata era un complesso intreccio di sfide ed insegnamenti. “Ho affrontato le mie paure, ho trovato motivi per ridere anche nelle difficoltà e ho scoperto una forza e capacità di adattamento che non immaginavo di avere”.
Per lei viaggiare è intraprendere un dialogo profondo con la sua anima e porta così alla luce aspetti sconosciuti di sé, che accoglie, e si confronta, così come per le insicurezze e paure.

“Di conseguenza il viaggio trascende la sola scoperta di nuove destinazioni e diviene un’avventura di auto-riscoperta e auto-accettazione, un viaggio illuminante attraverso gli angoli più nascosti della nostra mente e delle nostre emozioni, un viaggio verso l’amore per noi stessi”.

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✔️ Ma ora le domando di raccontarci chi è la “Gestalt Coach”.
Racconta che è una figura professionale che si impegna a facilitare l’auto-consapevolezza e il cambiamento personale, sfruttando la psicologia della Gestalt.

“Questo approccio si concentra sull’esperienza del presente, enfatizzando l’importanza del “qui e ora” per promuovere una comprensione completa di sé stessi, delle proprie sensazioni, pensieri e comportamenti in relazione all’ambiente circostante”.

Nel suo lavoro integra la pratica della meditazione, che da quiete e consapevolezza, permettendo una connessione più profonda con il piano corpo-mente-emozioni di un individuo.
Questa sinergia oltre al raggiungimento degli obiettivi, incoraggia la persona ad entrare in contatto con la propria essenza più profonda.

“È attraverso questa intima comprensione di sé che credo si possa veramente scoprire come vivere una vita più autentica”.

Insomma il viaggio con una Gestalt è un percorso alla scoperta interiore: comprendere i propri desideri e bisogni, e da qui “costruire una strada verso gli obiettivi che risuonano in modo autentico con la persona che siamo”.

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✔️ Le chiedo quando è iniziato questo suo percorso come coach.

“La mia scelta di diventare coach ha radici in un periodo buio della mia vita, segnato dalla fine di una relazione amorosa distruttiva iniziata durante un viaggio. Questo legame mi aveva ridotta a pezzi, con l’autostima svanita e un doloroso schema instillato in me: dare senza freni, per ricevere solo briciole in cambio”.
Lo vide come un punto di svolta, un segnale che si dovesse fermare e guardarsi dentro, e capire i modelli che stavano guidando la sua vita.
È così prima partita con la psicoterapia e poi al coaching, “processi che mi hanno aiutato a ri-assemblare i pezzi della mia vita”.
E così ricostruendo pian piano la sua vita, ha capito che la sua esperienza poteva essere utile ad altre donne, che come lei si erano sentite perse, sminuite, e avevano bisogno di ritrovare la loro forza e credere in loro stesse.

“Così sono diventata una coach, impegnandomi a sostenere altre donne nel loro viaggio di autoscoperta”.

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✔️ Non mi resta che chiederle che percorsi è possibile fare con lei? Se in presenza o anche on line.
“I percorsi che propongo sono intessuti di amore e leggerezza, poiché ritengo che l’amore per sé stessi sia il fondamento da cui tutto scaturisce: un lavoro appagante, relazioni sane, la capacità di stabilire confini appropriati, e molto altro”.
Unisce attività corporali nel processo, usando musica e danza come strumenti di esplorazione: il corpo è un serbatoio di emozioni e saggezze ancestrali che ci permettono di connetterci profondamente con la nostra vera essenza.
Da questo mese sarà possibile lavorare con lei di persona a Livorno, e anche on line per chi è in altre parti d’Italia o del mondo. “Con il cuore pieno di entusiasmo, farò ritorno a casa dopo 14 meravigliosi anni vissuti in Spagna”.

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☆ Un altro sogno che desidera portare alla luce è la creazione del “Círculo de Mujeres” (così chiamato in Spagna), circolo di donne, creato come uno spazio sicuro dove poter condividere emozioni, esplorare le nostre inquietudini e affrontare questioni che toccano l’universo femminile. “Questo cerchio rappresenterà un potente strumento di guarigione, offrendo un luogo di leggerezza e sostegno reciproco”.

“Sono profondamente convinta della forza che risiede nella femminilità condivisa. La mia visione futura per il “Círculo” comprende incontri faccia a faccia, sessioni online e incontri itineranti, in modo da creare un tessuto connettivo che non tenga conto delle barriere geografiche”.

→ Ed ecco i suoi riferimenti.
IG inviaggioconlafelicita

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email: contatti@silvia-amato.it

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