Buongiorno, ecco finalmente il primo articolo di questa nuova rubrica, dove vi racconterò articolo per articolo, delle donne che hanno “lasciato un segno” nella fotografia, vi parlerò di loro, della loro arte.
Mi presento nuovamente per chi magari ha perso il post di presentazione, sono Roberta e sono la fondatrice del blog, e dopo tante interviste, tanti articoli, ho deciso di realizzare in prima persona questa rubrica. Tutto arriva dalla mia grande passione per la fotografia, che credo che sia una delle poche cose che nel momenti no, in cui sono persa, mi riporta alla realtà e alla pace, è il mio Equilibrio.
Ma non perdiamo tempo ed iniziamo subito con la prima fotografa: oggi vi parlerò di Francesca Woodman.
Confesso che ho deciso di parlarvi di lei, perché quando l’ho scoperta qualche anno fa durante un corso di autoritratto, insieme ad un altro di poesia, mi ha affascinato subito.
Francesca Woodman nasce a Denver nel 1958, ma muore molto giovane a soli 23 anni.

Fotografa statunitense, cresciuta in una famiglia di artisti: il padre George è pittore, la madre Betty una ceramista. Infatti inizia a fotografare giovanissima, all’età di 13 anni.
Passo lunghi periodi in Italia, perché i genitori acquistarono una proprietà nelle campagne vicino Firenze, ma non sarà l’unica occasione.
Frequenta la Rhode Island School of Design (RISD), dove inizia ad appassionarsi alle opere di Man Ray, Duane Michals e Arthur Fellig Weegee. Ed ecco il ritorno in Italia: in questo stesso periodo frequenta i corsi europei del RISD, e inizia anche a frequentare l’ambiente artistico della Transavanguardia italiana.

Ma parliamo della sua fotografia: appariva in molte delle proprie fotografie e il suo lavoro si concentrava soprattutto sul suo corpo e su ciò che lo circondava e usava in gran parte esposizioni lunghe o la doppia esposizione.
Nel periodo che trascorse in Italia ritrasse nudi femminili in bianco e nero, a volte con il volto oscurato, ottenendo effetti sfocati dovuti al movimento oltre al lungo periodo di esposizione.
In alcune sue fotografie compaiono anche l’amica fotografa Sloan Rankin Keck e il compagno Benjamin Moore.

A gennaio del 1981 pubblicò la sua prima ed unica collezione di fotografie, il cui titolo era “Some Disordered Interior Geometries, e proprio in quel mese si tolse la vita gettandosi da un palazzo d-i New York.
Articolo scritto da Roberta Ciapparelli
Fonte foto Pinterest






