Buongiorno!
Oggi vi presento Claudia Intino, e il suo brand Gubrin, un mondo di illustrazioni.


✔️ Parto chiedendole quando è nata la sua passione.
Racconta che ha sempre avuto una passione, ma anche ossessione per l’arte e il disegno.
È nata in una famiglia dove Arte, Musica e Cultura erano valori esistenziali, “è stato facile ascoltarmi per questo e capire sin da quando ero adolescente, quale dovesse essere il mio futuro e di che cosa volevo occuparmi”.
Ma se dovesse pensare ad un suo “punto 0” rispetto alla nascita di Gubrin, le viene alla mente un suo viaggio a sedici anni con sua sorella a Vienna, per andare a vedere Schiele, Kokoschja e Klimt, “prima che diventasse un complemento d’arredo per i negozi di casalinghi”.
Al Museo Belvedere si imbatte nella versione di Klimt del mito di Giuditta e Oloferne, guardando stupefatta quel dipinto così diverso dalla rappresentazione Caravaggesca, che ricordava come unica interpretazione.
“Da qui iniziai a ragionare su quanto contasse il punto di vista dell’artista e di quanto fosse bello rappresentare le storie dei miti che hanno cambiato la storia attraverso il disegno, un nobile modo di tramandare contenuto, oltre i testi, i libri che leggiamo per informarci a riguardo”.

✔️ Le chiedo da dove è nato il nome “Gubrin”.
Mi racconta che il nome è una sua invenzione, non esiste, non è una parola con un significato.
Ha costruito questo nome perché da sempre è affascinata dal suono delle lettere e delle parole: “volevo avere un nome che mi rappresentasse sia in termini di suono sia in termini grafici. La “G”, la “U”, la “N” sono le mie lettere preferite, mi piacque molto metterle vicine ed iniziare a giocare con le loro forme e suoni. Il risultato funzionò e da circa otto anni non l’ho ma i più cambiato”.
✔️ Curiosando sui social, rimarrete stupiti dalle sue “opere”, ma anche dai soggetti. Quindi le domando da dove nasce l’idea.
“La scelta di parlare di Musica, di Rockstar è dal principio per me la cosa più naturale del mondo”. Ama parlare delle storie delle icone del rock e della musica in generale, scoprire aneddoti e scenari privati. “Mi piace creare delle miscele ed associare le epoche, le storie delle band e approfondire ogni sfumatura delle loro vite. Mi piace immergermi nelle loro biografie, discografie e contenuti audiovisivi come film, serie o documentari dedicati”.
Qualche settimana fa ha pubblicato il suo nuovo progetto “2.0”, ed ecco la presentazione del progetto “Redemption songS”:
La sua ambizione, è tradurre visivamente “i brani della Redenzione”, ovvero, tutti quei brani a cui dire “Grazie” nel bene e nel male. Elaborare queste tavole per Gubrin significa, restituire un’immaginario alla Musica – sua indiscussa Musa – che taglia, incide, ferisce ma guarisce anche, sempre ogni cosa. In una veste completamente nuova: visual ad otto colori, pennelli digitali e scenari mai palesati, la collezione propone un’evoluzione tecnica e narrativa che resta però sempre legata al tema musicale. La costruzione delle tavole attinge in parte al testo del brano e in parte ad associazioni libere di idee, ricordi e riflessioni personali.
Il nome del progetto cita Bob Marley, poeta e artista a cui ognuno di noi secondo Gubrin, dovrebbe esser devoto. “Redemption Song” infatti è la tavola 0 con cui inizia la sua nuova narrazione.

✔️ Tra le foto potrete trovare la prima tavola realizzata (é la prima foto che trovate al termine dell’articolo), e Claudia ci racconta:
Il brano è del 1980, decido di circoscrivere delle mani giunte al centro del foglio in mezzo a un mare in tempesta. Sono le mani di mio padre, ma sono anche una montagna su cui salgono e scendono corpi. Corpi che desiderano raggiungere o abbandonare quello spazio in alto, dove emerge la figura di un musicista, che compone e conversa con la Dea Musica e Madre Natura. Tutto diventa cromaticamente surreale e le stelle, come echi mistici, illuminano e cullano la figura dell’artista, intento a creare in equilibrio sulle falangi della montagna. Redemption Song è una preghiera che ognuno di noi può essere in grado di ascoltare. Provaci ora.

→ Le domando così dove possiamo trovare le sue opere.
Instagram @claudiaintino
Facebook Gubrin – Claudia Intino
Web www.gubrin.com
Mail shop@gubrin.com






