Elena Pozzi

Buongiorno!!!
Oggi vi presento Elena Pozzi.
Ci siamo conosciute qualche anno, anzi un bel po’ di anni fa, grazie ad amiche in comune, e da un pochetto seguo le sue avventure a Bali. Ma partiamo con il raccontare di lei.

elenapozzi


✔️ Le domando subito della scelta di trasferirsi a Bali.
“In molti ti diranno che non sei tu a scegliere Bali ma è Bali a scegliere te. Suona poetico e mistico, ma contiene un fondo di verità”.
Racconta che la prima volta che è stata a Bali dalla Malesia, non aveva troppe aspettative: un paradiso tropicale, come tanti, del Sud Est Asiatico.
Ma ha trovato molto di più: dallo stile di vita diametralmente opposto da quello occidentale, “con i suoi ritmi, le sue regole non scritte che, in quel momento, mi era molto più congeniale di quanto non lo fosse quello che conducevo in Italia”.
Da un’iniziale idea embrionale, ha poi sviluppato un piano, lavorando circa due anni per poterlo rendere reale: realizzare tutto questo in un paese come l’Indonesia non è facile. Ci sono diversi aspetti da valutare: dal lato economico, le regole immigratorie, “l’inevitabile shock culturale”.
È tutto da pianificare e verificare, “la scelta iniziale diventa una scelta quotidiana”.

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✔️ Ma parliamo del suo lavoro.
“Premetto che prima di aprire qualcosa di mio sono passati 6 anni; 6 anni di pratica sul campo come GM per aziende di moda in Indonesia, che mi hanno permesso di farmi le ossa e di entrare in un mercato del lavoro che non è per niente facile o di immediata comprensione”.
Poi in piena pandemia, un altro salto quasi forzato: ha aperto un’agenzia di consulenza di Brand Consulting.
Racconta che in Indonesia è abbastanza economico produrre, molti marchi di moda hanno aperto negli anni, svariate sedi operative proprio in Indonesia, ma spesso senza avere le risorse per farlo, o senza conoscere la realtà locale.
E qui entra in gioco la sua agenzia: si prende carico di tutti gli aspetti che ruotano intorno ad un marchio, dalla produzione al branding, passando per il marketing e l’art direction.

“Alcuni clienti, soprattutto all’inizio, quando ancora la pandemia rendeva quest’isola terra di nessuno, si focalizzavano su social media e comunicazione on line; ora come ora la maggior parte si concentra su servizi legati all’operational : produzione e gestione”.
Racconta che uno dei suoi più grossi clienti è nel settore hospitality, e lei si occupa di ogni aspetto del brand: dalla comunicazione quotidiana con i clienti all’arredamento e styling di ogni singola stanza, alla produzione di materiali marketing e non.
“Insomma un servizio a 360° in un mercato abbastanza duro e settoriale”.

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✔️ Ma dire che affascinante anche curiosare tra le sue foto, di cui direi che è facile capire quale “palette” preferisce, ma le chiedo di raccontarci un po’ che tipo di fotografia ama.
“Se ti devo dare una risposta secca: street photography. Trovo che in Indonesia sia stimolante più che in altri contesti; è una continua sfida a non cadere nel “poverty porn”, in uno storytelling che fa leva più sull’“esociticità della povertà” piuttosto che sulle regole e sui tecnicismi che ci sono dietro alla street photography”.

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➡️ Ma ecco i suoi riferimenti:
IG @la_ele_bali
Web www.whatif-consulting.com

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