Malgorzata Chodakowska

{Donne e Arte}
Articolo scritto da Carla Ferraris

L’acqua come anima del corpo femminile.

MalgorzataChodakowska

Małgorzata Chodakowska è una scultrice contemporanea nata e cresciuta in Polonia , a Łódź , dove ha frequentato la Scuola Secondaria di Belle Arti. Nel 1985 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Varsavia studiando scultura.Tre anni dopo si trasferisce all’Accademia di arti visive di Vienna, proseguendo gli studi.
Ha vinto numerosi premi internazionali di scultura ed è anche candidata membro onorario dell’International Art Academy di Volos, in Grecia.
Dal 1991 Chodakowska vive con il marito a Dresda e lavora come scultrice freelance. Nello stesso anno è anche entrata a far parte dell’Associazione degli artisti sassoni (Sächsische Künstlerbund ).

Insieme al marito ha acquistato e avviato una fattoria ed un vigneto nella parte orientale della città a Pillnitz vicino all’omonimo castello; la fattoria è diventata la nuova casa e sede commerciale della coppia, mentre la vigna fa da sfondo ad alcune delle sculture della Chodakowska.
Si tratta di uno spazio espositivo all’aperto sorprendente, anche se forse non convenzionale, in cui trovano collocazione molti dei suoi pezzi, grazie al piccolo vigneto che è curato dal marito. A tal proposito, è doveroso ricordare che alcune immagini delle sue sculture sono immortalate anche sulle bottiglie di vino da loro prodotte.

Ancora studentessa Malgorzata ha colto l’occasione per lavorare con una serie di temi e sperimentare tecniche scultoree diverse. Alla fine ha scelto  di concentrarsi sulle rappresentazioni della forma umana.
Il suo tema  ricorrente è la cosiddetta “Stammfrau” (la “donna archetipica”), principalmente scolpita nel legno per dare una forma a grandezza naturale oppure vagamente più grande.
In genere la scelta cade sul legno di alberi più duri, spesso da alberi da frutto; tiglio, ciliegio, quercia, frassino…
Inizia disegnando il suo progetto con una serie di immagini e l’ausilio di un modello dal vero.
Gli schizzi preparatori vengono poi accostati direttamente sul legno che viene tagliato sommariamente utilizzando un martello e uno scalpello. L’immagine più definita emerge in seguito, con la figura umana e la base a formare un blocco unico.

Durante il suo primo periodo l’artista ha lasciato le sue figure come semplici immagini di legno neutro. Col tempo ha poi sviluppato un apprezzamento per il colore appena accennato che ricorda la pelle umana, così che le sue immagini più recenti sono parzialmente rivestite con gli acrilici. Un accento particolare è solitamente posto sul viso e sugli abiti.§
Malgorzata spiega la sua preferenza del legno per la scultura perché questo materiale “comunica calore. È particolarmente adatto a rappresentare le persone”.  Il legno, con la sua struttura, richiamerebbe alla mente i tendini e le vene del corpo umano.
L’artista ha tuttavia sperimentato tantissime tecniche e materiali differenti.

Durante gli anni ’90, ad esempio, ha lavorato con latta e vetro, in particolare con la sua figura “Tänzerin” (“Ragazza che balla”, 1993) e “Liebespaar” (“Lovers”, 1994) che combinano questi due elementi con indiscussa maestria.
Lei stessa afferma che l’ispirazione per la sua scultura viene dal viaggio.
Una visita in Portogallo avrebbe ispirato la sua scultura in legno di quercia “Portugiesischer Schönling” (“Piccola bellezza portoghese” ). Un altro viaggio in Egitto le avrebbe permesso di cimentarsi nei suoi lavori con l’oro.
Visitando la Cambogia è stata ispirata dai ballerini Khmer che, dice,  “rivelavano l’incarnazione del bene e del male legati insieme in estatico unisono”.

Il lavoro di Małgorzata Chodakowska è ormai conclamato alla critica contemporanea e riconosciuto dal mercato internazionale. Dal 2005 ha conservato le sue sculture in legno, esponendole nella vigna di famiglia e vendendo solo le fusioni in bronzo da esse prodotte.
Una particolarità sono le sue cosiddette “sculture d’acqua” o “figure di fontana” che combinano la figura umana con una fontana. Femminilità e leggiadria spesso sono protagoniste di queste opere.
Le forme che crea catalizzano l’attenzione dell’occhio per purezza e armonia espressive.
Le Fontane concretizzano il concetto di completezza dei materiali. Infatti qui l’acqua non è un elemento complementare rispetto all’opera, ma c’è compenetrazione nella figura e l’effetto produce forme quasi spirituali.
Chodakowska lavora sul corpo umano rendendolo armonico, fluido nei movimenti suggeriti, oppure statico e in posizioni quasi austere.
La scultura è completata dai flutti d’acqua che fluiscono a volte come singole gocce, altre volte come fiotti energici.
L’acqua è da sempre stata il fulcro di tutte le attività umane e ha avuto un forte valore simbolico.
Gli uomini hanno sempre guardato all’acqua con occhi pieni di meraviglia, tanto da favorirne attraverso la storia una interpretazione mitologica, nonché religiosa e artistica.

Essa può essere riconosciuta come ispirazione di molti artisti. E’ infatti l’elemento che accomuna correnti artistiche diverse, dall’arte antica a quella moderna.
Questo perché ha il più forte significato simbolico. Infatti l’acqua rappresenta la nascita, simboleggia  il tempo, può alludere alla dimensione del viaggio, oppure essere mezzo di purificazione e di rinascita. Diventa talvolta paradigma di morte; se invece è trattenuta nel suo fluire diviene specchio,  come nel mito di Narciso oppure mezzo di dissolvimento, come per Ophelia…
Nella pittura impressionista l’acqua è spesso rappresentata per la sua capacità di creare giochi di luce.
E pure nelle sculture della Chodakowska questi giochi luminosi e di trasparenze leggiadre prendono parte alla complessità della scultura finita. Non elemento marginale e decorativo dunque, bensì  coefficiente primario del progetto così come ideato dall’artista.

Carla Ferraris Febbraio 2022

{𝚃𝚎𝚜𝚝𝚘 𝚜𝚘𝚐𝚐𝚎𝚝𝚝𝚘 𝚊 𝙲𝚘𝚙𝚢𝚛𝚒𝚐𝚑𝚝 – 𝙵𝚘𝚗𝚝𝚎 𝚏𝚘𝚝𝚘 𝙿𝚒𝚗𝚝𝚎𝚛𝚎𝚜𝚝}

Links:
Małgorzata Chodakowska

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