Bic Indolor

Buonasera!
Oggi vi presento Anna e Bic Indolor.

bicindolor

✔️ Le domando subito quando è nata la sua passione per questo meraviglioso mondo.
Racconta che disegna da sempre, ma non avrebbe mai pensato che diventasse il suo scopo di vita.
Si è iscritta all’Accademia di Belle Arti, per continuare un percorso che fosse coerente con quello intrapreso al liceo. E dopo momenti di sconforto, ha capito che disegnare poteva essere il miglior modo per affrontare la vita: “prendere un quaderno e riversarci sopra tutti i pensieri”.
E data la sua grande passione per il mondo dell’infanzia e della fiaba, ha iniziato a trasformare la vita reale, “creando il mio universo parallelo di orsetti, galline, uccelli con le scarpe eccetera”.

✔️ Crea illustrazioni, ceramiche e disegni per tessuti, quindi le chiedo se riesce a far “interagire” questi tre mondi.
Mi racconta che nella vita è una textile designer, professione che la sostenta a livello materiale; le ceramiche e le illustrazioni sono la sua passione o possiamo dire anche secondo lavoro notturno.
Disegna, modellazione, creazione di grafiche, locandine per eventi, ossia lo “scopo” finale della produzione. Le piace passare da una tecnica all’altra per non annoiarsi.
“Se un giorno sono particolarmente ispirata, modello una tigre in ceramica, ma magari il giorno dopo ne uso le forme o le espressioni per creare il personaggio di un’illustrazione. Sono una persona umorale, se non si fosse capito”.

✔️ Non posso che chiederle della scelta del nome: Bic Indolor.
Mi dice subito che è la domanda che preferisce.
Il suo nome è Anna Canavesi, e lo ha sempre trovato un po’ semplice, “poco rappresentativo di una qualsiasi produzione artistica”. Quindi ha deciso di cercarsi uno pseudonimo.
Bic Indolor è la manipolazione di uno spot degli anni ’80, che in tanti conoscerete: “Pic Indolor, già fatto?”, dove una bambina con le trecce bionde è preoccupata, quando la voce fuori campo esclama “Fatto!”, allora lei risponde stupita “Già fatto?”. E così finisce lo spot.

“A guardarle oggi, quelle siringhe mi danno l’impressione di essere tutto tranne che indolori, ma il concetto è ben espresso: guarire senza dolore, alleviare le pene e le preoccupazioni. Ho deciso di prendermi questo nome in un periodo in cui disegnavo tantissimo a penna Bic, riempiendo tavole enormi con campiture infinite di tratteggi incrociati. La penna è il mio mezzo per stare bene, guarisco con i disegni”.

✔️ Proseguo chiedendole dove trova ispirazione quando crea.
Racconta che di solito si appunta situazione che le accadono durante il giorno, discorsi che sente in ufficio, confidenze di amici, eventi di cui legge sul giornale, o estrapola citazioni da libri o film.
“Ridisegno i sogni, ma capita di rado”.

➡️ Non mi resta che chiederle dove potremo trovare le sue creazioni.
La possiamo sempre trovare al Sabato di Lambrate, evento a cadenza mensile, organizzato da Irene e Andrea di Redroom Store, negozio minuscolo ma stupendo nel quartiere di Lambrate a Milano.
E per loro realizza da quattro anni le locandine dell’evento.

“Dato che però sono un po’ vagabonda e mi piace partecipare ad eventi o mercati in base a come gira il vento, senza grande coerenza, suggerirei a chi fosse interessato di seguire la mia pagina Instagram o di iscriversi alla newsletter sul mio sito. Non sono invadente, ogni tanto sponsorizzo eventi carini o semplicemente racconto cose”.
Instagram @bicindolor
https://www.bicindolor.com/keep-in-touch

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