Michela Bortoluzzi

Buonasera!
Oggi vi presento Michela Bortoluzzi, insegnante Yoga.

michelabortoluzzi
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✔️ Cosi le domando subito quando è nato “l’amore” per il mondo dello yoga.
Racconta che è nato tutto circa 8 anni fa, ed è stato amore a prima vista: dalla prima volta che si è seduta sul tappetino, ha sentito di “tornare a casa”.
“Quello per lo Yoga è stato un amore inaspettato, quindi ancora più significativo. Non ero mai stata attratta da questa disciplina o altre simili prima di allora.
Si dice che tutto arrivi al momento giusto, per me con lo Yoga è stato così”.
È finita sul tappettino perché che aveva bisogno, sentiva che c’era qualcosa dentro che la spingeva a provare: viveva un momento abbastanza difficile e cercava un po’ di calma, un momento di stacco, e nello yoga ha trovato molto di più.
All’inizio lo “incastrava” in pausa pranzo per non togliere tempo agli altri impegni, ma ben presto lo yoga si è preso il suo spazio, fuori dal tappetino e nella sua vita: “ho assecondato quella parte di me che si è subito sentita a casa, la parte più viscerale, istintiva, quella a cui avevo bisogno di ridare vita, quella che, con il senno di poi, aveva ragione a spingermi a provare e, soprattutto, a restare”.

Racconta che in questi anni lo yoga l’ha aiutata a tornare a se stessa, è stato il primo vero aiuto che si è concessa in un momento di crisi. Dice anche che lo yoga non è la panacea per tutti i mali, né una disciplina che va bene per tutti, ma una disciplina per cui lei ha profondo rispetto e gratitudine: “per me è stato ritrovare il mio baricentro, il punto fermo a cui tornare in ogni momento, il timone per
È tornata a lei partendo dal suo corpo, sentiva il bisogno di tornare a respirare, di sentire il suo corpo da dentro, di abitarlo ed ascoltarlo. tenere la rotta verso la me più autentica, una nuova consapevolezza”.
Ha iniziato da subito a seguire seminari, a praticare tanto, a provare diversi stili, rendendosi però sempre più conto che lo yoga non esiste: “ci sono tanti modi, anche molto diversi tra loro, in cui oggi questa disciplina è rielaborata e proposta”.

Poi c’è stata la formazione insegnanti, dove è arrivato tanto studio teorico in affiancamento alla pratica.
Grazie allo yoga ha ritrovato il suo corpo, e come conseguenza anche il suo essere donna nel corpo. “Ho iniziato a comprendere con immensa meraviglia la profondità, la grandezza, la complessità di essere donna, cosa che fino ad allora avevo completamente sottovalutato e totalmente frainteso. Come succede spesso a tante donne”.
Dice anche che per lei il cammino insieme allo yoga e quello insieme al femminile sono inscindibili, sia nella pratica personale che nel suo insegnamento.

✔️ Curiosando ho notato che principalmente si occupa dello yoga Ratna, quindi le chiedo di raccontarci di cosa si “tratta”.
Racconta che è il metodo con cui si è formata per 4 anni come insegnante, ideato dalla sua Maetra, Gabriella Cella.
L’obiettivo dello yoga Ratna è “aiutarci a contattare la perla preziosa che brilla in ognuno di noi e di cui spesso siamo inconsapevoli”.
Infatti Ratna in sanscrito è la Perla, il Gioiello.
Le radici di questo metodo arrivano dallo Hatha Yoga, ma la sua originalità sta nella centralità dei simboli nella pratica.

“Sappiamo dalla psicanalisi che il nostro inconscio si esprime attraverso immagini e simboli”.
Per cui c’è una grande potenza introspettiva, di auto-conoscenza e di auto-aiuto nello Yoga Ratna.
Ogni forma del corpo veicola i suoi significati simbolici alla nostra interiorità, aiutandoci a percepire la fluida connessione tra corpo e psiche, “che ci consente di com-prenderci meglio, di scoprire e riscoprire aspetti di noi e, quindi, di ritrovare benessere attraverso la consapevolezza”.
È una disciplina rielaborata da una donna, attraverso la sua esperienza ormai quasi cinquantennale nella pratica e nell’insegnamento Yoga; e ha un’attenzione particolare alle peculiarità del corpo femminile ed ai vari momenti della vita di una donna.

Lo definisce uno Yoga narrativo: durante le lezioni che guida, racconta storie al corpo.
Ogni lezione è l’immersione in un racconto, un mito, una narrazione popolare: “nella pratica entriamo in una dimensione poetica, attivando immaginazione e percezione sensoriale delle forme, ognuna delle quali è come un ideogramma incarnato. Lo Yoga Ratna è un potente strumento per attivare in noi una comprensione “altra”, intuitiva e creativa, complementare a quella logico-razionale che usiamo in modo prevalente in quasi tutti gli ambiti della nostra vita, ormai”.

✔️ Quindi non mi resta che chiederle dove è possibile seguire le sue lezioni.
I suoi corsi sono sia online che in presenza a Mestre e Venezia.
On line la sua proposta è dedicata all’esplorazione degli archetipi femminili: ad ogni lezione si incontra una dea, un archetipo femminile, prima attraverso la sua storia e il suo mito che portano alla pratica, e poi sperimentando nel corpo, attraverso gli asana, ossia la sua energia.
Gli incontri sono suddivisi a seconda delle stagioni dell’anno, che rispecchiano il ritmo ciclico della natura, delle fasi lunari e di noi donne.

In assonanza con la metà buia dell’anno, in autunno e inverno stiamo incontrando dee oscure, maghe o guerriere di grande potenza, selvagge, legate agli istinti, agli elementi naturali, alle parti di noi meno note, più nascoste o trascurate. In primavera ed estate sperimenteremo dee di espansione e luce, di rinascita e nutrimento”.

✔️ Le sue iniziative è possibile trovarle sul suo profilo Instagram, dove cerca anche di divulgare le caratteristiche dello Yoga Ratna e il suo personale modo di viverlo e proporlo. “Si tratta di un metodo yoga prezioso e potente, ma poco conosciuto”.
Mi dice anche che ama dialogare con chi la segue o ha interesse o curiosità per questa disciplina.

➡️ Quindi ecco a voi i suoi riferimenti:
Instagram @michela_yoga
Mail micbortoluzzi@yahoo.it

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