Oggi per la nostra rubrica “Donne e Libri”, Alessia ci parlerà del romanzo “Ogni cosa torna” di Patrizia Gariffo.
Vi lascio alle sue parole.


Benvenuti cari lettori e seguaci del blog Woman and the city!
Eccomi nuovamente qui con una bella recensione “librosa” ancora fresca di lettura.
Oggi vi parlerò del romanzo intitolato “Ogni cosa torna» della scrittrice Patrizia Gariffo, edito dalla Bookabook.
Una collaborazione nata dall’incontro casuale tra la mitica Roberta Ciapparelli e la scrittrice.
Sono felice quando nascono queste sinergie spontanee, significa che pian piano la gente sta imparando a fidarsi di noi (Roberta e me) e che in fin dei conti ciò che scriviamo non è poi così male!
Devo riconoscere a Patrizia il merito di aver dato lustro al personaggio di Bianca Giusti, nominandola capitano dei carabinieri.
Finalmente troviamo una donna a ricoprire un ruolo di prestigio all’interno di un indagine investigativa molto complicata, ossia l’omicidio suicidio di una ricca signora (Emma) e della sua dama di compagnia (Alina). Una vicenda tutta al femminile, dove i personaggi maschili almeno per una volta fungono da mera cornice, tutti tranne uno, l’ambiguo don Luigi.
Don Luigi in realtà non è semplicemente un prete, ma è anche l’ex e unico grande amore di Bianca, un ragazzo che circa vent’anni prima le spezza il cuore senza dare troppe spiegazioni. Le strade di entrambi finiscono con il dividersi sino a quando saranno costretti a ritrovarsi faccia a faccia nella caserma di San Vittorio.
Non voglio svelarvi l’intera trama del libro ma solo alla fine sono riuscita a comprendere il perché sulla copertina vi sia rappresentata una donna divisa a metà.
Questa donna metà felice e metà disperata rappresenta un po’ tutte le donne presenti nella storia. Donne che con decisioni dure e travagliate hanno saputo rinunciare per sempre a una parte di se.
La stessa Bianca non riesce a mantenere il giusto distacco interrogando l’amato Luigi, perdere spesso la lucidità permettendo ai sentimenti di intralciare il suo lavoro.
Durante la lettura ho provato una certa antipatia nei confronti del sedicente parroco, forse perché io detesto per principio chi lascia una persona senza dare spiegazioni. Credo che tutti ne meriterebbero una, brutta o bella che sia! Non si tengono le persone in sospeso, anche chi viene “mollato” merita rispetto, il rispetto della verità!
Ora vi chiedo: anche a voi è capitato di essere stati lasciati da qualcuno che amavate profondamente di punto in bianco? Anche a voi è capitato di dividervi a metà davanti a una decisione riguardante una persona amata in passato? Come vi siete comportati in tale situazione? Ha prevalso il cuore oppure la ragione?
Mi piacerebbe davvero conoscere le vostre opinioni!
Nel frattempo vi consiglio di leggere il libro che è una sorta di giallo a tinte rosa e a tratti azzurre. I miei complimenti a Patrizia Gariffo che ha saputo rendere speciale una semplice storia d’amore!
Perdonare? Come si fa a perdonare chi ha distrutto i tuoi sogni, scegliendo di amare qualcuno con cui non potrai mai competere e con cui non puoi neanche prendertela? Sì, Luigi, non ti ho perdonato, ma ti amo ancora.
